Lagarde all’Europarlamento: inflazione vicina al target del 2% ma prospettive rimangono incerte
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L’inflazione si manterrà attorno all’obiettivo del 2% nei prossimi mesi. Ad indicarlo all’Europarlamento la presidente della Bce Christine Lagarde secondo cui “i rischi per le prospettive economiche continuano a essere in un senso e nell’altro (peggioramento/miglioramento), mentre l’incertezza rimane più elevata del solito a causa della volatilità delle politiche commerciali globali”.
Inflazione vicina al target del 2%
La presidente della Banca centrale europea, ha aperto il suo intervento davanti alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo parlando dell’inflazione, confermando che resta vicina all’obiettivo del 2% a medio termine. A novembre, l’inflazione complessiva è salita leggermente al 2,2%, mentre quella di fondo – esclusi energia e alimenti – è rimasta stabile al 2,4%. Lagarde ha evidenziato come la moderazione della crescita salariale, passata dal 5,7% del secondo trimestre 2023 al 3,9% dello stesso periodo 2025, contribuisca a contenere le pressioni sui prezzi. La Bce prevede che l’inflazione rimanga intorno al target nei prossimi mesi e conferma un approccio alla politica dei tassi guidato dai dati, senza percorsi predeterminati.
Lagarde ha aggiunto che “‘i rischi per le prospettive sono diventati più bilanciati grazie all’accordo commerciale Ue-Usa raggiunto durante l’estate, al cessate il fuoco in Medio Oriente e ai progressi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Allo stesso tempo, le prospettive rimangono incerte, a causa di un contesto commerciale globale ancora volatile, di un potenziale deterioramento del sentiment sui mercati finanziari e delle tensioni geopolitiche”.
Crescita moderata ma resiliente: l’analisi della BCE
Secondo l’analisi della Bce, il Pil dell’area euro è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre, sostenuto dalla domanda interna. Settori come i servizi hanno continuato a espandersi, favoriti dal turismo e dalla digitalizzazione, con molte imprese che hanno investito in infrastrutture IT e intelligenza artificiale. Al contrario, manifattura ed export hanno risentito dei dazi più elevati, dell’incertezza globale e di un euro più forte.
Guardando avanti, la Bce prevede che la crescita continuerà a beneficiare dei consumi delle famiglie e di un mercato del lavoro più inclusivo e resistente, con la più alta partecipazione alla forza lavoro dall’introduzione della moneta unica. Spese infrastrutturali e per la difesa contribuiranno ulteriormente all’attività economica, anche se il contesto globale rimane un fattore di rischio per export e investimenti.
Gli strumenti della Bce: flessibilità e trasparenza
Al centro del discorso della presidente, la spiegazione dei principali strumenti della Bce. Il cuore della politica monetaria resta costituito dai tre tassi chiave, ma l’istituto può utilizzare strumenti aggiuntivi per garantire la trasmissione efficace della politica monetaria e supportare l’economia in circostanze eccezionali.
Tra questi figurano gli Outright Monetary Transactions (OMT), attivati per correggere distorsioni nei mercati obbligazionari governativi e tutelare la stabilità dell’euro, con condizionalità legate al Meccanismo Europeo di Stabilità, il Transmission Protection Instrument (TPI), introdotto nel 2022, che interviene in caso di deterioramento ingiustificato delle condizioni di finanziamento in alcuni Paesi, valutando il rispetto delle regole fiscali europee e l’assenza di squilibri macroeconomici gravi. Da ultimo il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), strumento flessibile lanciato durante la crisi Covid per sostenere i mercati e stimolare l’economia, ormai terminato con il completamento delle reinvestizioni a dicembre 2024.
Lagarde ha evidenziato come questi strumenti dimostrino l’adattabilità della Bce a sfide eccezionali, sempre nel rispetto del mandato di stabilità dei prezzi e con un dialogo continuo con le istituzioni europee e il pubblico.
Concludendo, la numero uno di Francoforte ha sottolineato l’importanza che le altre politiche economiche guidino la crescita europea e riducano la vulnerabilità ai futuri shock, puntando su un mercato unico pienamente operativo, accogliendo con favore il pacchetto di riforme della Commissione Europea su integrazione e supervisione dei mercati dei capitali, essenziale per ridurre la frammentazione, aumentare l’efficienza e promuovere innovazione. “Le soluzioni ci sono – ora è il momento di applicarle”, ha affermato, rimarcando come il rafforzamento della resilienza interna e la flessibilità degli strumenti monetari siano complementari per garantire la stabilità economica dell’Europa.