Notizie Analisi tecnica Investimenti 2026: UBS AM resta positiva sulle azioni, c’è spazio per salire

Investimenti 2026: UBS AM resta positiva sulle azioni, c’è spazio per salire

21 Novembre 2025 09:58

Il 2025 è  stato un anno di forti novità, con sorprese di mercato, sconvolgimenti politici e i recenti dubbi sul comparto tecnologico. Con l’avvicinarsi del 2026, gli investitori si chiedono se l’innovazione legata all’intelligenza artificiale, il sostegno fiscale e l’allentamento monetario possano continuare a dare la spinta necessaria ai mercati per una nuova era di crescita.

Nel report “Year Ahead 2026: velocità di fuga”, il chief investment office di UBS Global Wealth Management, Mark Haefele,  fornisce una panoramica sulle opportunità d’investimento per il 2026, soffermandosi su dove cercare crescita e reddito e perché la diversificazione è importante per costruire un portafoglio robusto.

“Nel complesso, restiamo positivi sui mercati finanziari per i prossimi mesi, ma tra valutazioni, geopolitica, debiti e giganteschi investimenti in tecnologia, i rischi non mancano. Per navigarli, è consigliabile coprire le esigenze dei prossimi anni sfruttando i rendimenti superiori all’inflazione offerti dalle obbligazioni di buona qualità. Una liquidità adeguata evita di dover smobilizzare posizioni azionarie nel momento sbagliato in caso di volatilità permettendo agli investitori di non uscire di scena”, commenta invece Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM in Italia.

Tech e i AI alimenteranno ulteriori rialzi nel 2026

L’intelligenza artificiale e la tecnologia sono stati i principali motori dei mercati azionari globali e dovrebbero alimentare ulteriori rialzi nel 2026. Pur tenendo conto dei rischi di bolla, si raccomanda di destinare fino al 30% di un portafoglio azionario diversificato a trend strutturali come l’intelligenza artificiale, la longevità, l’energia e le risorse.

Inoltre, condizioni economiche favorevoli dovrebbero sostenere le azioni globali, che dovrebbero salire di circa il 15% entro la fine del 2026. UBS AM prevede che una solida crescita statunitense e le politiche fiscali e monetarie che aiutano il comparto tecnologico, i servizi di pubblici, la sanità e le banche, con probabili rialzi negli Stati Uniti, in Giappone, in Europa e, non meno importante, in Cina, dove è consigliato ricercare delle opportunità.

Il settore tecnologico cinese, d’altronde, si distingue come una delle principali opportunità a livello globale. Secondo il report, la forte liquidità, i flussi al dettaglio e gli utili previsti in aumento al 37% nel 2026, dovrebbero sostenere il momentum delle azioni cinesi. Un’esposizione più ampia all’Asia, in particolare a India e Singapore, potrebbe fornire ulteriori vantaggi agli investitori in cerca di diversificazione, così come i mercati emergenti.

Aumentare esposizione azionaria, ecco perchè

Tra le opinioni di investimento per l’anno prossimo nel suo oOutlook Ubs AM mette in evidenza: “aumentare l’esposizione azionaria“. La ragione? “Le condizioni economiche favorevoli  – spiegano – dovrebbero sostenere le azioni globali, che dovrebbero salire di circa il 15% entro la fine del 2026. La solida crescita statunitense e le politiche fiscali e monetarie accomodanti favoriscono la tecnologia, i servizi di pubblica utilità, la sanità e le banche, con probabili rialzi negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone e in Europa”.

La diversificazione è fondamentale

Gli investitori in cerca di crescita dovrebbero diversificare, combinando obbligazioni di qualità e strategie a più alto rendimento con azioni che generano reddito e investimenti strutturati. Questo dovrebbe aiutare a generare rendimento e a gestire i rischi associati agli stretti spread creditizi e alle incertezze del mercato.

A questo proposito saltano fuori le materie prime. Secondo Ubs infatti, le restrizioni dell’offerta, l’aumento della domanda, i rischi geopolitici e le tendenze a lungo termine come la transizione energetica globale dovrebbero sostenere le materie prime. All’interno di questa asset class, esistono opportunità particolari nel rame, nell’alluminio e nelle materie prime agricole, mentre l’oro funge da valido elemento di diversificazione.

Non dimenticare le valute

Guardando alle valute, l’euro, il dollaro australiano e la corona norvegese sono preferiti rispetto al dollaro statunitense, poiché i tagli dei tassi statunitensi previsti potrebbero mettere sotto pressione il biglietto verde. La repressione finanziaria potrebbe contribuire ad aumentare la volatilità valutaria in futuro e le valute, ad alto rendimento, sono destinate a beneficiare dell’ampliamento dell’appetito per il rischio sui mercati dei cambi.

Principali rischi e consigli utili di copertura

Sebbene le notizie politiche rimarranno al centro dell’attenzione nel 2026, la storia suggerisce che il loro impatto sui mercati finanziari è spesso di breve durata. Tuttavia, secondo Ubs, ci sono rischi che potrebbero riportare i mercati con i piedi per terra nel prossimo anno, tra cui: una potenziale delusione per i progressi o l’adozione dell’intelligenza artificiale; una ripresa o una persistenza dell’inflazione; una fase più radicata di rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina e l’emergenza di preoccupazioni sul debito sovrano o del settore privato.

Proteggersi con la diversificazione

Il consiglio/invito rivolto agli investitori è di adottare un approccio diversificato alla copertura dei rischi di mercato, mantenendo una liquidità adeguata per evitare vendite forzate e puntando su obbligazioni di qualità e oro per la stabilità. I periodi di bassa volatilità possono essere sfruttati per consolidare i guadagni con investimenti strutturati. L’inserimento di strumenti alternativi, come hedge fund e private equity, è un elemento essenziale di una diversificazione efficace. Per molti investitori con un portafoglio di tipo endowment, secondo UBS, un’esposizione fino al 40% del patrimonio totale agli strumenti alternativi può migliorare i rendimenti corretti per il rischio.