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Tesla: oggi al via il meeting degli azionisti, Musk chiede un assegno da 1000 miliardi

6 Novembre 2025 13:06

L’incontro annuale degli azionisti Tesla si terrà oggi ad Austin, Texas. Si voterà e discuterà su vari temi, dall’AI a varie proposte di investimento, ma il tema su cui tutti gli occhi sono puntati è uno solo: il compenso record da 1000  miliardi di dollari richiesto dal ceo Elon Musk. Non sono previste sorprese, la proposta dovrebbe essere approvata dalla stragrande maggioranza degli shareholder, ma ci sono già importanti voci dissenzienti ed è possibile qualche scintilla.

Con pacchetto di stock option Musk salirebbe al 25% di Tesla. Il ceo: voglio maggiore “influenza”

Il tema del pacchetto retributivo di Musk è emerso il mese scorso durante la conference call sui risultati trimestrali. Il businessman, nonché l’uomo più ricco del mondo, ha chiesto agli azionisti l’approvazione del pacchetto, soprattutto per poter detenere un maggior controllo sulle sorti dell’azienda. “Se vado avanti con la costruzione di questo gigante esercito di robot”, ha detto Musk, “mi possono semplicemente mandar via ad un certo punto in futuro? Questo è la mia più grande preoccupazione”.

Attualmente Musk detiene una quota di Tesla del 13% ma dice di non ricevere uno stipendio da anni, anche per via di un contenzioso giudiziario iniziato nel 2018 nello stato del Delaware, dove Tesla aveva in precedenza la sua base fiscale, nel quale gli azionisti avevano bloccato la retribuzione nei confronti di Musk.

Se oggi il pacchetto sarà approvato, Musk arriverà attorno al 25% di Tesla, abbastanza per avere un po’ “di influenza”, nelle sue parole.

Le voci dissenzienti: il grosso “no” del fondo sovrano norvegese

Tra gli oppositori a staccare l’assegno per Musk è il fondo sovrano norvegese, gestore di quasi duemila miliardi di dollari e che detiene l’1,2% della casa automobilistica. “Ci rendiamo conto del significativo valore creato grazie al ruolo visionario del signor Musk, ma siamo preoccupati per l’entità complessiva della retribuzione, per la diluizione e per la mancanza di misure per mitigare il rischio legato ad una figura chiave”, si legge in un comunicato riportato per primo dal Wall Street Journal.

Sul fronte “anti Musk” ci sono voci come Brian Dunn della Cornell University, che è stato coinvolto come esperto della parte degli investitori nel procedimento del Delaware. “Si tratta di un pacchetto che va oltre ogni sembianza di ragionevolezza in termini di compensazione”, ha detto a Yahoo Finance.

Per i “pro Musk” bisogna incentivare al massimo un “ceo da tempi di guerra”

Gli osservatori in favore di un compenso di tale portata sottolineano come esso sia strettamente legato al raggiungimento di obbiettivi ambiziosissimi e, considerati i cambiamenti epocali che il mondo sta attraversando, in particolare la rivoluzione dell’AI, sia giusto incentivare un ceo straordinario come Musk.

Il pacchetto di incentivi consiste principalmente di stock options “che matureranno nel corso di sette anni e mezzo e gli verranno conferite solo se Musk raggiungerà obbiettivi molto aggressivi, facendo aumentare il valore per gli azionisti proporzionalmente”, ha detto James Mohs, professore dall’Università di New Haven. “Complessivamente il pacchetto appare giusto”.

Gli analisti di Wedbush si aspettano che Musk “ottenga un’approvazione vastissima” per il pacchetto di incentivi, inviando un “segnale forte e chiaro che Musk sia un ceo da ‘tempi di guerra’ in questo importantissimo capitolo di crescita nella storia di Tesla e mentre la rivoluzione dell’AI è già qui.”

All’orizzonte ci sono infatti nuove frontiere come la guida autonoma e la robotica, che vedranno Tesla trasformarsi un gigante dell’AI.  Gli obbiettivi perché Musk possa ottenere il suo compenso sono ambiziosissimi: “Tesla dovrà vendere 20 milioni di veicoli, raggiungere 10 milioni di sottoscrizioni attive all suo sistema di guida completamente autonoma (Full Self Driving), consegnare un milione di robot Optimus e avere un milione di Robotaxi commercialmente operativi”, sottolinea Wedbush. “Approvare il pacchetto di compensazione di Musk”, concludono gli analisti, “sarà un grosso passo in avanti per avanzare gli obbiettivi futuri di Tesla”.

Shareholder voteranno anche su investimento diretto in xAI. Per Musk una fusione “sarebbe bella”

Gli shareholder saranno anche chiamati a votare su un investimento strategico di Tesla in xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, per creare un gigante dell’AI nel giro dei prossimi 12-18 mesi. Anche SpaceX, la società aerospaziale di Musk, è un investitore di xAI.

Grok, il chatbot di xAI, è già incluso in alcuni modelli Tesla quindi una partnership è già nell’aria e i tempi per un investimento di Tesla sembrano maturi. “Non dipende da me. Se fosse per me Tesla avrebbe già investito in xAI molto tempo fa”, ha scritto Musk su X, rispondendo ad un utente che gli chiedeva se non fosse il caso di procedere ad una fusione delle due società. “Sarebbe bello, ma è subordinato all’approvazione del board e degli azionisti”, ha detto il ceo.