Bper verso i primi conti insieme a Sondrio. Da analisti record di buy sul titolo, ecco dove può arrivare
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Dopo l’antipasto dei conti di Unicredit arrivati nei giorni scorsi, la stagione delle trimestrali bancarie entrerà pienamente nel vivo tra una settimana con i conti di Intesa Sanpaolo (31 ottobre) e poi con quelli di Bper (5 novembre), Bpm (6 novembre) e Mps (7 novembre).
Per Bper non solo conti, attesa per piano di fusione con Pop Sondrio
Tra i numeri più attesi spicca Bper, reduce dal successo dell’acquisizione della Popolare di Sondrio e che in coincidenza con la trimestrale presenterà piano di fusione con Pop Sondrio dovrebbe essere presentato al CdA il 5 novembre. Il completamento della fusione è previsto entro il primo semestre del prossimo anno. Il piano di fusione dovrebbe prevedere il consolidamento di circa 90 filiali situate nelle regioni del Centro-Nord Italia e un ricambio generazionale attraverso l’uscita volontaria di 800 dipendenti del gruppo (da realizzarsi in gran parte nel corso del 2026).
Gli analisti ritengono la fusione con Sondrio, il cui completamento è previsto entro metà 2026, un’operazione dalla “forte razionalità industriale, supportata da reti commerciali complementari, fabbriche prodotto condivise e una compatibilità culturale”, rimarcano gli analisti di Banca Akros che stimano un aumento dell’Eps a doppia cifra nel 2027, con sinergie visibili anche sulla scia della solida esperienza di Bper in materia di fusioni e acquisizioni.
L’utile netto dell’entità combinata è atteso dagli esperti di Akros a 2,3 miliardi di euro nel 2027 rispetto all’obiettivo della società superiore a 2 miliardi di euro.
Trimestre con Sondrio già in pancia
Il terzo trimestre rifletterà pienamente l’integrazione con Sondrio così come il quarto trimestre, quando verrà contabilizzato anche il 75% degli oneri di integrazione (300 milioni di euro, con gli altri 100 milioni da contabilizzare nel 2026). Il 2026 rifletterà quindi l’entità combinata fin dall’inizio.
Riflettendo pienamente il contributo di Sondrio, le tendenze “dichiarate” su base trimestrale o annuale non sono comparabili. Barclays indica per Bper un margine d’interesse netto a 1,06 miliardi nel terzo trimestre, commissioni a 632 milioni e ricavi totali a 1,76 miliardi. L’utile netto è atteso a 519 milioni.
“Il capitale è un altro elemento importante – rimarcano gli esperti di Barclays – con potenziale di crescita. Bper ha un Cet1 ratio di circa il 14,5% quest’anno nelle nostre stime, che prevediamo salirà oltre il 15% a partire dal prossimo anno, considerando un pagamento in contanti del 75% nelle nostre stime (rendimento 9%, 2026E)”.
L’arrocco anti-scalate
Intanto nei giorni scorsi Bper ha sottoscritto una posizione in strumenti derivati sul 9,99% del suo capitale. Considerando anche la quota del 19,9% di Unipol, maggiore azionista della banca, questa opzione garantisce un blocco a ridosso del 30% che permette al contempo di non far scattare la soglia d’Opa obbligatoria. Una mossa letta quindi in ottica anti scalata. I rumor degli ultimi mesi indicavano un potenziale interesse di Unicredit dopo il tramonto dell’operazione Bpm.
L’istituto guidato da Gianni Franco Papa ha invece battezzato la mossa come propedeutica sul piano strategico “a dare un forte segnale di fiducia sulle prospettive di crescita della banca, in un percorso che come già annunciato vedrà, entro il primo semestre 2026, l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio e il completo sviluppo delle relative sinergie”.
Dbrs alza rating
Ieri intanto l’agenzia di rating DBRS ha alzato il rating dei Depositi a Lungo Termine della banca da “BBB (high)” ad “A (low)”. L’andamento dei depositi a lungo termine è stato modificato da positivo a stabile. L’upgrade e il cambiamento di tendenza riflettono l’azione di rating del credito di DBRS sull’Italia di settimana scorsa.
Coro di buy sul titolo
Da inizio anno Bper segna un balzo del 58% sovraperformando rispetto all’indice bancario. In generale tra gli analisti prevalgono i giudizi positivi sul titolo Bper. Il 92,3% dice buy, il 7,7% è hold, mentre non c’è nessun sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 11,24 euro, con quindi un potenziale upside del 18,6% rispetto ai livelli attuali.
Banca Akros nelle scorse settimane ha avviato la copertura con accumulate con target price a 10,7 euro. Tra i più positivi spicca Barclays che indica un prezzo obiettivo a 12,5 euro.