Notizie Notizie Italia Banche, il Governo insiste sul contributo “necessario”. Occhi del mercato su Unipol-Unicredit

Banche, il Governo insiste sul contributo “necessario”. Occhi del mercato su Unipol-Unicredit

8 Ottobre 2025 16:09

Le banche restano nel mirino del Governo in vista della manovra da 16 miliardi di euro. Sia il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sia la premier Giorgia Meloni, sono tornati a chiedere un contributo agli istituti finanziari. Un contributo definito “non punitivo, ma necessario”. Quale? Ancora non c’è chiarezza e si passa da varie ipotesi: dalla tassazione sul buyback al contributo puro. Si è parlato di 3 miliardi ma la Lega punterebbe a una cifra più alta intorno ai 5 miliardi.

La posizione della premier

La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, evidenzia che, anche grazie alla politica economica del Governo, “c’è chi ha potuto contare su uno scenario migliore”. Ma per “mettere in sicurezza” gli italiani che ancora ne hanno bisogno si può “chiedere una mano”, alle banche “come l’anno scorso”.

Nel 2024 le banche italiane hanno incassato utili da capogiro, spinti dai tassi d’interesse alle stelle e da commissioni sempre più generose. Ma tecnicamente non si può parlare di extraprofitti nei confronti delle banche “non c’è alcun intento punitivo. Gli istituti di credito sono un asset strutturale di questa nazione, lo scorso anno abbiamo dialogato con serenità e abbiamo trovato una soluzione, confido che si possa fare lo stesso anche quest’anno”.

La posizione di Giorgetti

Il ministro dell’Economi a e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha invitato a una collaborazione responsabile: chi ha fatto cassa, dice, deve restituire qualcosa. Infatti, riguardo a un possibile prelievo straordinario sulle banche, Giorgetti ha invitato a non parlare di provvedimento punitivo, ma di responsabilità condivisa:

“Nel momento in cui si fa uno sforzo di sistema è giusto che tutti facciano una parte di questo sforzo e chi ha la possibilità di farlo di più lo faccia di più. Non si tratta di una misura ideologica, ma di buon senso. La banca – ha aggiunto – nasce per prendere i risparmi, depositi e prestarli all’economia reale e in questo modo fa anche un’attività meritoria. Il problema è che oggi tante banche fanno enormi profitti non facendo queste attività ma gestendo la ricchezza. Oggi tra l’altro molti prestiti vengono erogati solo se c’è la garanzia dello Stato, che deve mettere la garanzia dell’80% del prestito che viene erogato quindi fare la banca e non assumendosi i rischi, quando c’è da prendere gli interessi attivi se li prendono loro, quando c’è la perdita se la deve prendere lo Stato”.

Il precedente

Lo scorso anno, la Manovra 2025 includeva un contributo di solidarietà da parte delle banche e delle assicurazioni, un anticipo di 3,5 miliardi di euro per il finanziamento delle misure contenute nella Legge di Bilancio. Tale contributo è stato raccolto attraverso la modifica dei versamenti annuali dell’imposta di bollo e il rinvio del pagamento di imposte sui crediti e sull’avviamento per gli istituti finanziari, creando un prestito senza interessi allo Stato.

Il risiko

Intanto sullo sfondo non si ferma il risiko bancario. Gli occhi del mercato sono puntati sul cantiere Mps-Mediobanca e sull’ipotesi di un accordo di bancassurance Unipol-Unicredit. In particolare, piazza Gae Aulenti starebbe valutando, alla luce della scadenza nel 2027 della partnership con Allianz nel ramo Danni, un potenziale nuovo alleato, sia per la propria rete in Italia sia per quella all’estero. C’è anche la possibilità di un accordo con Generali, in questo momento però sbilanciata già su Natixis e, soprattutto, al centro dell’attenzione per gli sviluppi che si verificheranno con la conquista di Mediobanca da parte di Mps, che ha portato in dote anche la quota del 13% della compagnia triestina.

Da non trascurare il fatto che Unipol controlla Bper Banca e proprio tramite questa ha finalizzato nei mesi scorsi il takeover su Banca Popolare di Sondrio, già nel mirino di Unicredit nel passato. Secondo alcune indiscrezioni, il successo nella collaborazione tra la banca guidata da Orcel e Unipol potrebbe così avvicinare un eventuale deal tra Bper Banca e Unicredit.

Tornando alle strategie future di UniCredit, il Financial Times scrive che Orcel starebbe pianificando una mossa strategica sul dossier Commerz riservare un terzo dei seggi del consiglio a membri tedeschi, in proporzione al peso della Germania nel bilancio post-fusione. Su Unicredit, Banca Akros vede una potenziale concentrazione “sulla crescita organica unita a selezionate opportunità all’estero come Commerz e Alpha Banck che dovrebbero generare un Roi significativo (20%)”, pur riconoscendo una mancanza di controllo sul contributo alla reddittività futura”.