Tassi Fed: taglio guidato da mercato lavoro Usa, indipendenza salva (per ora). I messaggi chiave di Powell & co
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Mercati in rialzo the day after la Fed. Movimenti positivi per i listini europei, ma anche per i futures sugli indici statunitensi, segnalando una rinnovata fiducia dopo il taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Nonostante persistano dubbi sul ritmo del futuro allentamento della politica monetaria da parte della banca centra guidata da Powell.
Il dollaro sale per il secondo giorno consecutivo, con il presidente della Fed Jerome Powell che ha definito la mossa un “taglio dovuto alla gestione del rischio”.
Vediamo ora le principali decisioni e i commenti degli economisti ed esperti
Rischi al ribasso per il mercato del lavoro, ecco cosa ha guidato la mossa
Ieri sera la banca centrale Usa ha rimesso in moto il processo di allentamento dei tassi (fermo da dicembre 2024), annunciando il primo taglio dei tassi del 2025. Solo un dissenziente – il governatore ad interim Stephen Miran, recentemente nominato – che ha votato per un taglio di 50 punti base. I governatori Christopher Waller e Michelle Bowman, che a luglio si erano espressi a favore di un taglio dei tassi, hanno invece appoggiato la mossa annunciata ieri.
Un presidente Powell che ha mostrato ancora la sua proverbiale cautela. In particolare, ha descritto la mossa come un “taglio per la gestione del rischio” poiché, a prima vista, gli Stati Uniti sembrano ancora in condizioni piuttosto buone. Ma scavando più a fondo, le cose stanno cambiando, soprattutto nel mercato del lavoro.
I rischi al ribasso per il mercato del lavoro Usa restano, infatti, al centro dell’attenzione. Nel comunicato stampa, è stato rivisto il livello di “solidità” per quanto riguarda la descrizione del mercato del lavoro, il che non sorprende, affermano da ING, dopo la recente fase di “soft run” e le importanti revisioni al ribasso dei dati sull’occupazione – un punto evidenziato dal Presidente Powell in conferenza stampa. È stata questa la principale giustificazione per la mossa, con il FOMC che ha riconosciuto che “i rischi al ribasso per l’occupazione sono aumentati… e alla luce dello spostamento nell’equilibrio dei rischi” ha deciso di agire.
I funzionari della Fed hanno, poi, sottolineato che la politica futura sarà decisa “riunione per riunione” e hanno avvertito che “non esiste un percorso privo di rischi”. Adesso, però, i policymaker prevedono due ulteriori tagli di un quarto di punto nel corso dell’anno, uno in più rispetto a quanto previsto a giugno. Dalla Fed ritengono che altri tre tagli saranno sufficienti per stimolare la crescita e stimolare una ripresa del mercato del lavoro, ma il mercato appare al momento scettico.
“Ci aspettiamo altri quattro tagli da 25 punti base prima che la ‘chiarezza commerciale’, un dollaro più debole e costi di indebitamento più bassi inizino a stabilizzare la situazione”, osservano da ING.
Indipendenza Fed, per ora intatta
C’è poi il capitolo indipendenza della Fed che rimane intatta, per ora: la richiesta del governatore Miran di un taglio di 50 punti base è stata l’unica dissidenza, mentre il resto del Comitato ha proposto in media circa 25 punti base. Con la partecipazione del governatore Cook alla riunione, l’indipendenza istituzionale rimane per ora intatta, anche se il rischio di pressioni politiche e la prospettiva di un successore più dovish sotto la presidenza Trump potrebbero entrare in gioco il prossimo anno.
Nel corso della conferenza stampa, Powell ha voluto sgombrare il campo da dubbi politici dopo l’ingresso di Stephen Miran, vicino all’amministrazione. Ha sottolineato che nel Board contano solo “argomenti basati sui dati” e che un singolo voto contrario non cambia la collegialità delle decisioni. “È un messaggio diretto ai mercati: il taglio dei tassi non è guidato dalla Casa Bianca, ma da un bilanciamento tecnico tra rischi di inflazione e occupazione”, sottolinea Gabriel Debach di eToro.
Le prossime mosse
Ray Sharma-Ong di Aberdeen Investment ha un po’ riassunto i punti chiave della riunione del FOMC di ieri. In particolare, “la funzione di reazione della Fed sta cambiando: in passato le decisioni sui tassi erano dominate dal dibattito sull’inflazione; questa volta, invece, i rischi legati al mercato del lavoro sono stati il fattore determinante. Powell non intende avviare un lungo ciclo di allentamento: il taglio di 25 punti base è stato presentato come una misura di gestione del rischio. Il rapporto SEP (summary of economic projections) e i grafici dot plot erano orientati verso una politica accomodante, ma Powell li ha minimizzati nella conferenza stampa, segnalando cautela nei confronti di un ulteriore allentamento”.
Secondo l’esperto di Aberdeen Investment, i mercati stanno sopravvalutando i tagli per i primi mesi del 2026: ulteriori riduzioni ad ogni riunione del FOMC per il resto del 2025 rimangono possibili, ma non prevediamo un ciclo di allentamento anticipato nel 2026 prima della fine del mandato di Powell.
Come sottolinea Mark Haefele di UBS Global Wealth Management, nello scenario di base, si prevede che la Fed possa ridurre i tassi di altri 75 punti base entro il primo trimestre del 2026, poiché la banca centrale continuerà a privilegiare la debolezza del mercato del lavoro rispetto a un probabile aumento temporaneo dell’inflazione.