Inflazione Italia rallenta ad agosto: cala l’energia, ma pesano queste due voci
Fonte immagine: iStock
Nel mese di agosto il dato sull’inflazione in Italia segna una frenata scendendo all’1,6%, restando quindi ben al di sotto del target Bce del 2%. Un dato che, almeno in parte, sorprende gli analisti, perché conferma come la dinamica dei prezzi stia trovando un nuovo equilibrio dopo mesi caratterizzati da oscillazioni dovute soprattutto ai costi energetici.
L’elemento centrale di questa riduzione è infatti la flessione dei prezzi dei beni energetici, in calo del -4,8% rispetto al -3,4% di luglio. Tuttavia, mentre l’energia alleggerisce la pressione sul portafoglio delle famiglie, non si arresta la corsa degli alimentari, che accelerano al +3,8% rispetto al +3,7% del mese precedente.
Vediamo nel dettaglio il dato finale per il mese di agosto diffuso oggi dall’Istat (la prossima rilevazione è in calendario a fine settembre, il 30).
Energia in discesa: il motore della frenata inflazionistica
Il calo dell’inflazione si deve in larga parte alla dinamica dei prezzi dei beni energetici. Nel dettaglio, i regolamentati scendono dal +17,1% al +12,9%, mentre i non regolamentati accentuano la flessione passando dal -5,2% al -6,3%. Anche i servizi relativi alle comunicazioni mostrano una lieve decelerazione (da +0,5% a +0,2%), così come i Beni alimentari lavorati (da +2,8% a +2,7%). Questi settori hanno contribuito ad allentare la pressione generale sul tasso d’inflazione.
Tuttavia, l’inflazione di fondo – ossia quella calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi – non mostra lo stesso andamento: ad agosto accelera leggermente, passando dal +2,0% al +2,1%. Un segnale che indica come, al di là delle oscillazioni dell’energia, la struttura dei prezzi rimanga ancora solida.
Alimentari e “carrello della spesa”: la corsa non si ferma
Sul fronte opposto, i prezzi del comparto alimentare continuano a crescere. I prodotti non lavorati segnano un’accelerazione dal +5,1% al +5,6%, con effetti visibili soprattutto su frutta, verdura e altri beni freschi. Al contrario, i lavorati rallentano lievemente, passando dal +2,8% al +2,7%, ma non abbastanza da bilanciare l’aumento complessivo.
Di conseguenza, il cosiddetto “carrello della spesa” – che include alimentari, beni per la cura della casa e della persona – registra un incremento del +3,4% rispetto al +3,2% di luglio. Questo dato è particolarmente rilevante perché fotografa la spesa quotidiana delle famiglie, evidenziando come l’inflazione percepita resti più alta rispetto al dato generale.
Codacons: la stangata delle vacanze estive e l’allarme caro-scuola
Sui dati Istat arrivano le valutazioni del Codacons, che mettono in evidenza l’impatto reale dell’inflazione sui bilanci familiari. L’associazione dei consumatori parla apertamente di “stangata” sulle vacanze estive e lancia un nuovo allarme legato al caro-scuola.
Secondo i calcoli, il +1,6% di inflazione equivale a un maggiore esborso annuo di +526 euro per la famiglia “tipo”, che salgono a +716 euro per un nucleo con due figli. E a pesare sono soprattutto le spese per il turismo: i voli nazionali hanno registrato un incremento del +23,5% su anno, quelli europei del +3,5%, mentre le tariffe dei traghetti crescono del +7,8%. I pacchetti vacanza nazionali aumentano del +10,4%, le case vacanza e i B&B del +6%, i servizi ricreativi e sportivi (lidi, piscine, palestre) del +7,2%. Non mancano rincari per musei e monumenti storici (+4,2%), ristoranti (+3%), pizzerie (+3,6%) e auto a noleggio (+4%).
Le brutte notizie non finiscono qui: il Codacons segnala anche la “stangata d’autunno” legata alla scuola. Il materiale scolastico registra un aumento medio del +4,8% su anno, mentre i libri scolastici crescono del +3,8%. Una dinamica che, secondo l’associazione, conferma tutte le denunce fatte negli scorsi mesi sul caro-scuola e sul rischio di un autunno molto pesante per le famiglie italiane.