Il petrolio ha sfiorato i 40$ spinto dai timori sulla produzione
Il prezzo del petrolio è balzato ieri più del 2%, fino a sfiorare i 40$ al barile, spinto dalle preoccupazioni sulle forniture di petrolio nigeriane, russe e iraqene, tre dei maggiori produttori mondiali. Il maggior avanzamento è avvenuto in corrispondenza dell'annuncio di Total, il produttore francese, di aver bloccato la sua produzione nigeriana per cause di forza maggiore, in seguito a tre giorni di sciopero, indetto dalle organizzazioni sindacali contro i piani di riorganizzazione della società. A ciò si è aggiunta la nuova proccupazione sulle capacità di raffinanzione degli stati Uniti, che hanno spinto in alto il greggio, arrivato a quotare 39,70$ al barile, il livello più alto dal record del mese scorso a 42,45$. Nel primo pomeriggio il contratto futures Agosto sul greggio, a New York, era arrivato a 39,45$ al barile. I permanenti problemi di sicurezza in Iraq e i dubbi sulla grave situazione del gigante petrolifero Yukos, hanno aggiunto benzina sul fuoco. Le preoccupazioni arrivano inoltre in un momento in cui la capacità di produzione è ai suoi minimi contro una richiesta che sta crescendo al tasso più elevato da 16 anni a questa parte.