Italia: euro debole arresta contrazione Pil, crescita anonima nel 2015 (analisti)
Crescita zero per l'Italia nel quarto trimestre dell'anno rispetto ai tre mesi precedenti. E' questa la stima preliminare del Pil rilasciata questa mattina dall'Istat. Il dato è migliore delle attese che prevedevano una contrazione dello 0,1% t/t e in rialzo rispetto alla lettura del terzo trimestre (-0,1%). Su base tendenziale il Pil ha registrato un -0,3% a/a (da -0,4%).
Sull'intero 2014, la variazione del Pil è stata di -0,4% (-1,9% nel 2013). Nel quarto trimestre i contributi negativi sono arrivati dal settore primario (agricolo) e secondario (industriale), mentre vi è stato un recupero dell'attività terziaria (servizi). Particolarmente positivo è stato l'apporto della bilancia commerciale, grazie all'export in costante crescita. Male invece la domanda interna.
"Le figure sono lievemente migliori delle previsioni. I timidi segnali di miglioramento visti nella seconda metà del 2014 sono per lo più riconducibili al forte deprezzamento dell'euro verso le principali valute mondiali, che ha permesso una ripresa della domanda estera (extra zona euro)". Questo il commento di Vincenzo Longo, market strategist di IG.
"I contributi positivi dell'export da soli, però, non sono in grado di portare a quella crescita sostenibile di medio lungo periodo che manca nel nostro Paese da anni", fa notare Longo. "In un contesto di rallentamento della crescita globale è necessario far leva sulla domanda interna per evitare di registrare una ripresa anonima. Purtroppo finché il tasso di disoccupazione rimarrà a questi livelli storicamente elevati, sarà difficile attendersi una ripresa dei consumi interni".
"Nei prossimi trimestri ci aspettiamo un miglioramento frazionale del Pil, mentre per vedere una crescita superiore all'1% dovremmo attendere solo il 2016, quando il QE inizierà a produrre i propri effetti. Accanto alle manovre di politica monetaria, sono necessarie anche le riforme che devono essere in grado di stimolare la domanda al credito di famiglie e imprese", conclude Longo.
Sull'intero 2014, la variazione del Pil è stata di -0,4% (-1,9% nel 2013). Nel quarto trimestre i contributi negativi sono arrivati dal settore primario (agricolo) e secondario (industriale), mentre vi è stato un recupero dell'attività terziaria (servizi). Particolarmente positivo è stato l'apporto della bilancia commerciale, grazie all'export in costante crescita. Male invece la domanda interna.
"Le figure sono lievemente migliori delle previsioni. I timidi segnali di miglioramento visti nella seconda metà del 2014 sono per lo più riconducibili al forte deprezzamento dell'euro verso le principali valute mondiali, che ha permesso una ripresa della domanda estera (extra zona euro)". Questo il commento di Vincenzo Longo, market strategist di IG.
"I contributi positivi dell'export da soli, però, non sono in grado di portare a quella crescita sostenibile di medio lungo periodo che manca nel nostro Paese da anni", fa notare Longo. "In un contesto di rallentamento della crescita globale è necessario far leva sulla domanda interna per evitare di registrare una ripresa anonima. Purtroppo finché il tasso di disoccupazione rimarrà a questi livelli storicamente elevati, sarà difficile attendersi una ripresa dei consumi interni".
"Nei prossimi trimestri ci aspettiamo un miglioramento frazionale del Pil, mentre per vedere una crescita superiore all'1% dovremmo attendere solo il 2016, quando il QE inizierà a produrre i propri effetti. Accanto alle manovre di politica monetaria, sono necessarie anche le riforme che devono essere in grado di stimolare la domanda al credito di famiglie e imprese", conclude Longo.