L’oro trova sponda nelle tensioni geopolitiche, settima seduta consecutiva in rialzo
L'aumento dell'avversione al rischio sui mercati, complici le tensioni in Yemen dopo gli attacchi della coalizione a guida saudita, ha spinto ulteriormente l'oro. Il prezzo spot del metallo giallo si è spinto oggi con decisione oltre la soglia dei 1.200 dollari l'oncia, sui massimi da inizio mese. Per l'oro si tratta della settimana seduta consecutiva al rialzo grazie anche al ritracciamento del dollaro sui mercati valutari.
Oggi il World Gold Council si è espresso in merito alla correlazione inversa tra oro e dollaro rimarcando come tale correlazione sia asimmetrica, ossia l'aumento dei prezzi dell'oro quando il dollaro si indebolisce è più marcato rispetto a quanto sia la discesa del metallo prezioso quando il dollaro rafforza.
"Le tensioni in Medio Oriente hanno generato diffuse vendite sui mercati azionari - rimarcano oggi gli analisti di Swissquote - un considerevole deflusso di capitali dalle valute dei mercati emergenti ad alto rendimento e flussi verso porti sicuri quali l'oro, il franco svizzero, lo yen e la sterlina britannica".
Oggi il World Gold Council si è espresso in merito alla correlazione inversa tra oro e dollaro rimarcando come tale correlazione sia asimmetrica, ossia l'aumento dei prezzi dell'oro quando il dollaro si indebolisce è più marcato rispetto a quanto sia la discesa del metallo prezioso quando il dollaro rafforza.
"Le tensioni in Medio Oriente hanno generato diffuse vendite sui mercati azionari - rimarcano oggi gli analisti di Swissquote - un considerevole deflusso di capitali dalle valute dei mercati emergenti ad alto rendimento e flussi verso porti sicuri quali l'oro, il franco svizzero, lo yen e la sterlina britannica".