Italia: industria sostenuta da euro, petrolio e QE Bce nel 2015 (rapporto)
L'industria italiana potrà beneficiare di una nuova spinta sui mercati internazionali, in grado di rafforzare gli ottimi risultati competitivi ottenuti già nel 2014. E' quanto emerge nel Rapporto analisi dei settori industriali redatto da Prometeia e Intesa Sanpaolo. Secondo lo studio di febbraio "i prossimi mesi saranno contrassegnati dagli effetti del nuovo scenario internazionale, caratterizzato dal repentino deprezzamento dell'euro sul dollaro, dal consolidamento della ripresa degli Stati Uniti, dall'avvio del Quantitative Easing da parte della Banca centrale europea (Bce), da maggiori rischi nei paesi emergenti e dal crollo del prezzo del petrolio".
"Tenendo conto del peso dei paesi con valuta in apprezzamento sia come mercati di sbocco che come concorrenti - si legge nel rapporto - i settori che dovrebbero beneficiare maggiormente della caduta dell'euro sono la moda e la meccanica, a cui si aggiungono i mobili, gli elettrodomestici e l'elettronica".
E in prospettiva si rafforzano i segnali positivi sul mercato interno. Secondo lo studio "la parte finale dell'anno sta confermando il probabile miglioramento del quadro interno per il 2015, in grado di rafforzare la ripresa dell'industria italiana. Il dato più confortante è quello relativo ai consumi interni, che tra bassa pressione inflazionistica, forte calo dei prezzi dei carburanti, afflusso di turisti stranieri per Expo 2015 e misure fiscali espansive potrebbero ritrovare un sentiero di crescita".
Quanto al 2014, il fatturato dell'industria manifatturiera italiana dovrebbe avere archiviato l'anno passato in sostanziale stabilità, su livelli inferiori di circa 70 miliardi a quelli del 2011 e di 185 rispetto al picco del 2007.
"Tenendo conto del peso dei paesi con valuta in apprezzamento sia come mercati di sbocco che come concorrenti - si legge nel rapporto - i settori che dovrebbero beneficiare maggiormente della caduta dell'euro sono la moda e la meccanica, a cui si aggiungono i mobili, gli elettrodomestici e l'elettronica".
E in prospettiva si rafforzano i segnali positivi sul mercato interno. Secondo lo studio "la parte finale dell'anno sta confermando il probabile miglioramento del quadro interno per il 2015, in grado di rafforzare la ripresa dell'industria italiana. Il dato più confortante è quello relativo ai consumi interni, che tra bassa pressione inflazionistica, forte calo dei prezzi dei carburanti, afflusso di turisti stranieri per Expo 2015 e misure fiscali espansive potrebbero ritrovare un sentiero di crescita".
Quanto al 2014, il fatturato dell'industria manifatturiera italiana dovrebbe avere archiviato l'anno passato in sostanziale stabilità, su livelli inferiori di circa 70 miliardi a quelli del 2011 e di 185 rispetto al picco del 2007.