Prada in calo a Hong Kong dopo trimestrale. Nomura conferma reduce e taglia target
Prada ha chiuso la seduta in forte calo sulla Borsa di Hong Kong (-4,91%) dopo i risultati trimestrali diffusi venerdì scorso. Il big del lusso italiano ha terminato il primo trimestre 2015 con un fatturato in crescita del 6,5% a 828,2 milioni di euro, mentre l'Ebitda margin è sceso al 19,6 per cento e l'utile netto è scivolato del 44,2% a 58,7 milioni di euro.
Post risultati finanziari, Prada finisce sotto la lente di ingrandimento di Nomura. Gli analisti della banca d'affari giapponese hanno confermato la raccomandazione "reduce" sul titolo e hanno abbassato il prezzo obiettivo a 37 da 46,20 dollari di Honk Kong. "Prada ha riportato nel primo trimestre dell'anno vendite leggermente al di sopra delle attese, ma decisamente al di sotto delle previsioni in termini di margini e stime sugli utili", affermano gli esperti di Nomura dopo i conti trimestrali del gruppo guidato da Miuccia Prada.
"Data la pressione evidenziata dal margine nel primo trimestre 2015 - aggiunge la banca nipponica in un report - riteniamo che ci sarà un'ulteriore pressione nel secondo trimestre e oltre. Per questa ragione abbassiamo le nostre previsioni per l'esercizio. Ci aspettiamo che continui la pressione sui margini e sulla crescita delle vendite nei negozi esistenti (la cosiddetta same store sales growth n.d.r.)".
Post risultati finanziari, Prada finisce sotto la lente di ingrandimento di Nomura. Gli analisti della banca d'affari giapponese hanno confermato la raccomandazione "reduce" sul titolo e hanno abbassato il prezzo obiettivo a 37 da 46,20 dollari di Honk Kong. "Prada ha riportato nel primo trimestre dell'anno vendite leggermente al di sopra delle attese, ma decisamente al di sotto delle previsioni in termini di margini e stime sugli utili", affermano gli esperti di Nomura dopo i conti trimestrali del gruppo guidato da Miuccia Prada.
"Data la pressione evidenziata dal margine nel primo trimestre 2015 - aggiunge la banca nipponica in un report - riteniamo che ci sarà un'ulteriore pressione nel secondo trimestre e oltre. Per questa ragione abbassiamo le nostre previsioni per l'esercizio. Ci aspettiamo che continui la pressione sui margini e sulla crescita delle vendite nei negozi esistenti (la cosiddetta same store sales growth n.d.r.)".