News Notizie Italia Piazza Affari chiude in rosso, deboli Tenaris e Telecom

Piazza Affari chiude in rosso, deboli Tenaris e Telecom

Pubblicato 6 Agosto 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:57
Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta attendista alla vigilia degli importanti riscontri sul mercato del lavoro Usa di luglio. Dati che gli investitori legheranno alla tempistica sul rialzo dei tassi da parte della Fed. Chi invece si è espressa sui tassi è la Bank of England che oggi ha fatto sapere che il costo del denaro, fermo allo 0,5% dal marzo 2009, non verrà toccato prima del 2016. Annuncio che ha fatto scivolare la sterlina nei confronti di euro e dollaro Usa. Dopo aver perso circa il 19% nelle prime tre sedute dopo il lungo stop forzato, la Borsa si Atene oggi è rimbalzata con un progresso del 3,5% favorita dal recupero dei titoli bancari. Mentre a Wall Street gli indici viaggiano tutti in territorio negativo, a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,42% a 23.881 punti.
Debole Telecom Italia (-1,84% a 1,221 euro) alla vigilia dei conti trimestrali che verranno diffusi domani prima dell'apertura del mercato. Ieri sera il gruppo tlc ha annunciato l'accordo con Mediaset che permetterà ai clienti Tim di accedere ai contenuti "premium" del Biscione. Ma la notizia del giorno nel mercato italiano delle telecomunicazioni è senza dubbio la fusione tra Wind, controllata di Vimpelcom, e 3Italia, sussidiaria di Hutchinson Whampoa. Dalle nozze nascerà un colosso della telefonia mobile che può contare su una base di oltre 31 milioni di clienti.
Tenaris ha perso l'1,14% a 11,21 euro dopo aver chiuso il secondo trimestre con un utile pari a 72 milioni di dollari, in deciso calo rispetto ai 420 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono scivolati del 30% a 1,87 miliardi. Nel periodo aprile-giugno il risultato operativo di Tenaris ha accusato una contrazione dell'80% a 111 milioni rispetto ai 549 milioni di un anno prima. La società si attende nel terzo il trimestre un'ulteriore calo dei ricavi. A Piazza Affari sono rimasti deboli viaggiano anche gli altri titoli legati al petrolio, con il Wti tornato sotto 45 dollari al barile: Eni ha ceduto lo 0,86%, mentre Saipem è arretrato dello 0,12%.