News Notizie Italia Legge Stabilità: Tesoro, nessuna bocciatura Ue. Rischi già considerati in azione Governo

Legge Stabilità: Tesoro, nessuna bocciatura Ue. Rischi già considerati in azione Governo

Pubblicato 15 Novembre 2013 Aggiornato 19 Luglio 2022 14:29
La Commissione Europea, nelle sue odierne comunicazioni, sottolinea che "le leggi di bilancio di tutti i Paesi dell'area euro non violano in maniera sostanziale gli obblighi del Patto di Stabilità e Crescita e che non è necessario richiedere revisioni dei piani di bilancio". E' quanto sottolinea in una nota il ministero dell'Economia, aggiungendo che l'opinione di Bruxelles sulla legge di Stabilità mette in luce "un rischio che la manovra per il 2014 non assicuri il rispetto delle regole del Patto di Stabilità e Crescita. In particolare, le previsioni della Commissione sottolineano il rischio che la legge di stabilità non consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL in linea con il benchmark di riduzione del debito".

Questa valutazione, ricorda il Tesoro, discende da una stima di crescita del prodotto che, come è noto, non coincide con quella del Governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica. "Va poi sottolineato che la crescita del debito in rapporto al Pil è la risultante della recessione che si è protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea. Anche il sostegno finanziario ai Paesi dell'area dell'Euro in difficoltà ha contribuito alla dinamica del debito", si legge nella nota.

Inoltre, prosegue il Tesoro, nel formulare il suo giudizio la Commissione non tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità, e già in fase di attuazione. "Al riguardo possono essere ricordati interventi come la spending review, la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'Italia".