Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (23/04/26)
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Gli investitori ricercano titoli che pagano dividendi elevati per assicurarsi una fonte di rendimento stabile e tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni realizzabili tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield significativi consente di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere più slegati dalle fluttuazioni dei mercati. Di seguito, un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.
Perché le società pagano dividendi
Le aziende scelgono di distribuire dividendi ai soci per diverse finalità strategiche:
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Fiducia e reputazione: remunerare gli azionisti con una quota degli utili conseguiti è la principale modalità per ricompensarli. Una dividend policy stabile o crescente nel tempo migliora anche l’immagine dell’azienda, trasmettendo trasparenza e solidità.
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Attrarre investitori strategici: solitamente i dividendi sono apprezzati soprattutto da cassettisti o investitori di lungo termine; per la società, portare a bordo soci di questo tipo consente di costruire una base azionaria più stabile e durevole.
- Ottimizzazione della cassa: il dividendo è uno strumento efficiente per impiegare la liquidità in eccesso, dopo aver finanziato tutti i costi operativi e le altre esigenze di cassa.
Perché investire in dividendi
Per l’investitore, il dividendo è assimilabile ad una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento delle cedole.
Inoltre, il loro valore non dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario e stabilizzare il rendimento complessivo e il rischio del portafoglio.
Approvazione e pagamento del dividendo
L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:
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Delibera: Il Consiglio di Amministrazione formula la proposta su importo e tempistiche del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.
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Stacco: In questa data, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.
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Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.
È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo approvato, dividend yield e stime sulle cedole future. I titolo sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 9,04 | 0,8600 | 9,5% | 0,7370 | -14,3% | 8,2% |
| Banco BPM | 12,09 | 1,0000 | 8,3% | 1,0050 | 0,5% | 8,3% |
| Nexi | 3,85 | 0,3000 | 7,8% | 0,2760 | -8,0% | 7,2% |
| Inwit | 7,33 | 0,5543 | 7,5% | 0,5680 | 3,3% | 7,7% |
| Banca Mediolanum | 18,33 | 1,2500 | 6,8% | 0,9030 | -27,8% | 4,9% |
| Intesa Sanpaolo | 5,66 | 0,3760 | 6,6% | 0,4270 | 13,6% | 7,5% |
| Mediobanca (**) | 19,78 | 1,1500 | 5,8% | 1,5770 | 37,1% | 8,0% |
| Poste italiane | 22,23 | 1,2500 | 5,6% | 1,3260 | 6,1% | 6,0% |
| BPER Banca | 12,02 | 0,6500 | 5,4% | 0,8640 | 32,9% | 7,2% |
| Azimut | 37,02 | 2,0000 | 5,4% | 2,0840 | 4,2% | 5,6% |
| Unipol Gruppo | 22,36 | 1,1200 | 5,0% | 1,1730 | 4,7% | 5,2% |
| Enel | 9,80 | 0,4900 | 5,0% | 0,5120 | 4,5% | 5,2% |
| UniCredit | 64,91 | 3,1490 | 4,9% | 3,7270 | 18,3% | 5,7% |
| Eni | 23,32 | 1,0500 | 4,5% | 1,1100 | 5,7% | 4,8% |
| Snam | 6,73 | 0,3021 | 4,5% | 0,3100 | 2,6% | 4,6% |
| Generali Assicurazioni | 37,56 | 1,6400 | 4,4% | 1,7950 | 9,5% | 4,8% |
| A2A | 2,41 | 0,1040 | 4,3% | 0,1100 | 5,8% | 4,6% |
| Italgas | 10,32 | 0,4320 | 4,2% | 0,4750 | 10,0% | 4,6% |
| Saipem | 4,20 | 0,1700 | 4,0% | 0,1610 | -5,3% | 3,8% |
| Terna | 10,19 | 0,3962 | 3,9% | 0,4010 | 1,2% | 3,9% |
| Hera | 4,12 | 0,1600 | 3,9% | 0,1700 | 6,3% | 4,1% |
| FinecoBank | 21,50 | 0,7900 | 3,7% | 0,8290 | 4,9% | 3,9% |
| Tenaris (*) | 26,50 | 0,8900 | 3,3% | 0,9080 | 4,4% | 3,4% |
| Amplifon | 9,59 | 0,2900 | 3,0% | 0,2970 | 2,4% | 3,1% |
| Recordati | 50,00 | 1,3400 | 2,7% | 1,5400 | 14,9% | 3,1% |
| Moncler | 53,76 | 1,4000 | 2,6% | 1,4250 | 1,8% | 2,7% |
| Diasorin | 59,92 | 1,3000 | 2,2% | 1,2980 | -0,2% | 2,2% |
| Lottomatica | 25,37 | 0,4400 | 1,7% | 0,5630 | 28,0% | 2,2% |
| Campari | 6,30 | 0,1000 | 1,6% | 0,1070 | 7,0% | 1,7% |
| Buzzi | 47,17 | 0,7000 | 1,5% | 0,7630 | 9,0% | 1,6% |
| Brunello Cucinelli | 84,62 | 1,0400 | 1,2% | 1,1670 | 12,2% | 1,4% |
| Ferrari | 303,10 | 3,6150 | 1,2% | 3,7630 | 4,1% | 1,2% |
| Leonardo | 54,53 | 0,6300 | 1,2% | 0,6810 | 8,1% | 1,2% |
| STMicroelectronics (*) | 40,20 | 0,3600 | 0,9% | 0,3720 | 3,3% | 0,9% |
| Prysmian | 120,40 | 0,9000 | 0,7% | 1,0230 | 13,7% | 0,8% |
| Avio | 34,31 | 0,14846 | 0,4% | 0,1300 | -12,4% | 0,4% |
| Iveco Group (***) | 14,01 | 5,8216 | – | 0,4880 | – | 3,5% |
| Fincantieri | 12,72 | 0,0000 | – | 0,0000 | – | – |
| Stellantis | 7,36 | 0,0000 | – | 0,1250 | – | 1,7% |
| Telecom Italia | 0,66 | 0,0000 | – | 0,0190 | – | 2,9% |
(*) Dividendo in dollari
STMicroelectronics: dividendo 2025; Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025; Iveco: dividendo straordinario
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 23 aprile 2026.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Lunedì 20 aprile è andato in scena il primo grande “dividend day” del 2026, con 8 società del Ftse Mib che hanno staccato la cedola: Banca Mediolanum, Banco BPM, Campari, Ferrari, Iveco Group, Mediobanca, Prysmian e UniCredit.
La prossima giornata chiave sarà il 18 maggio, con lo stacco dei dividendi da parte di: A2a, Amplifon, Assicurazioni Generali, Avio, Azimut, Bper, Brunello Cucinelli, Buzzi, Diasorin, Eni, Finecobank, Inwit, Intesa Sanpaolo, Italgas, Lottomatica, Moncler, Mps, Nexi, Recordati, Saipem, Unipol e Tenaris.
Per Hera, Leonardo, Poste Italiane, Snam e Terna bisognerà aspettare il 22 giugno, per Enel il 20 luglio.