Commodity della settimana: grano, tra siccità e timori sui costi agricoli
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Il future del grano torna a muoversi in un contesto più nervoso, sospinto da una combinazione di fattori climatici e geopolitici che stanno riportando attenzione sul lato dell’offerta. Dopo una fase in cui il mercato aveva trovato un certo equilibrio grazie all’abbondanza delle disponibilità globali, le nuove preoccupazioni sulla siccità nelle Plains statunitensi, il riaccendersi delle tensioni nello Stretto di Hormuz e il rialzo dei costi energetici e dei fertilizzanti stanno complicando il quadro per gli operatori. Di seguito il commento tecnico al future quotato al Cbot.
Mercato del grano: la condizione di domanda ed offerta
Future del grano
che potrebbe essere giunto alla fine del periodo al ribasso a causa di una serie di elementi chiave che potrebbero metterne a dura prova i fondamentali. Il primo trigger arriva dal meteo con notizie poco incoraggianti a livello globale: negli Stati Uniti, le aree più secche delle Plains sud-occidentali rischiano di restare escluse dalle piogge nei prossimi giorni, mantenendo alta l’attenzione sulle condizioni del grano hard red winter. Anche in Europa occidentale sta emergendo una fase più asciutta del previsto, che comincia a sollevare dubbi sulla tenuta delle colture, nonostante la revisione al rialzo del raccolto russo che aveva alleggerito la tensione sul mercato. Tuttavia, il quadro resta fragile con la stessa SovEcon che, pur avendo aumentato la stima per il raccolto di grano invernale, ha sottolineato che la fase più rischiosa per le colture non è ancora superata, visto che eventuali ondate di freddo primaverili potrebbero tornare a danneggiare il raccolto, come già visto in stagioni recenti.
Un secondo driver cruciale è rappresentato dal contesto energetico. Il protrarsi delle tensioni attorno allo Stretto di Hormuz, unito agli attacchi contro il traffico marittimo ed all’incertezza sui negoziati con l’Iran, ha spinto al rialzo il petrolio e, con esso, tutta la struttura dei costi agricoli. Questo contesto si traduce con un aumento dei costi del carburante ed un impatto diretto sulle lavorazioni agricole e sulla logistica. Inoltre, aumenta la pressione sui fertilizzanti, in particolare quelli azotati, alimentando le tensioni sulle forniture globali rischiando di comprimere ulteriormente la disponibilità e di mantenere i prezzi su livelli più elevati, più a lungo. Un legame quello tra grano e petrolio che non è solo teorico: fertilizzanti più cari e diesel più costoso possono influenzare le scelte di semina e la redditività delle colture nei prossimi mesi, con ricadute dirette sull’offerta futura.
Nonostante questi elementi di supporto, il grano non è ancora uscito dalla logica di mercato che lo ha accompagnato negli ultimi mesi. Gli operatori continuano infatti a vedere un’offerta globale complessivamente adeguata, soprattutto se i raccolti russi dovessero confermarsi robusti e se non emergeranno danni seri nelle aree sotto osservazione, motivo per il quale i rialzi faticano a trasformarsi in un trend direzionale.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future del grano conferma la bontà della fase di inversione individuata nella precedente analisi con la rottura rialzista della trendline e il successivo retest. Il quadro tecnico attuale evidenzia una fase di consolidamento che potrebbe risultare propedeutica a nuovi sviluppi direzionali.
Il prezzo appare inserito in una dinamica laterale ordinata, identificabile in un’area di congestione (box in azzurro). Le quotazioni oscillano infatti all’interno del range compreso tra $ 5,76-6,33/bua, senza che al momento emerga una direzione dominante riflettendo un equilibrio tra domanda e offerta in attesa di un trigger in uscita: un eventuale breakout rialzista, sostenuto da un incremento dei volumi, potrebbe rilanciare il trend ascendente, mentre una violazione del supporto inferiore rischierebbe di trasformare la congestione in una fase distributiva, aprendo a scenari correttivi.
Sul fronte volumetrico, i volumi hanno accompagnato le fasi di allungo, riducendosi invece durante i movimenti laterali, coerentemente con l’interesse del mercato. Il Volume Profile evidenzia inoltre un’area di accumulazione all’interno del range, con un’accelerazione negli scambi nelle zone di transizione tra i livelli chiave.
L’RSI a 14 periodi dopo aver rotto il supporto dinamico (in verde) e quello statico superiore (in viola), ha trovato sostegno sul supporto inferiore, avviando un tentativo di recupero. Attualmente si trova al test della resistenza dinamica, che potrebbe fornire un segnale anticipatore in caso di rottura al rialzo.
