Rubriche e analisi Buy e Sell di Wall Street: le raccomandazioni sui principali titoli (25/02/2026)

Buy e Sell di Wall Street: le raccomandazioni sui principali titoli (25/02/2026)

25 Febbraio 2026 10:19

Le raccomandazioni degli analisti sui titoli offrono spunti interessanti per chi opera sui mercati e possono avere effetti significativi sui prezzi nel momento in cui vengono assegnate o riviste. Di seguito una panoramica dei giudizi “Buy”, “Hold” e “Sell” su un campione di aziende americane, che include le principali società quotate a Wall Street. Attenzione in particolare ai target price medi e ai potenziali rialzi (o ribassi) dei titoli nell’arco dei 12 mesi successivi allo studio.

Le raccomandazioni Buy, Sell e Hold degli analisti sui colossi di Wall Street

La settimana sui mercati finanziari è stata dominata da tre fattori chiave: il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il ritorno delle frizioni commerciali legate alla linea protezionistica di Donald Trump e le crescenti perplessità sulle valutazioni del comparto tecnologico in un contesto di rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Sul fronte geopolitico, la ripresa dei negoziati sul nucleare a Ginevra tra Washington e Teheran è stata accompagnata da dichiarazioni del presidente statunitense che ha indicato un ultimatum di “dieci, quindici giorni” per raggiungere un’intesa. Le indiscrezioni su un possibile “attacco limitato” in caso di fallimento del dialogo hanno riacceso i timori di escalation militare in Medio Oriente. Il risultato è stato un classico movimento di avversione al rischio: acquisti sui titoli di Stato, compressione dei rendimenti e petrolio spinto sui massimi dell’anno, in un contesto di rinnovata attenzione ai rischi sull’offerta energetica.

Parallelamente sono tornate al centro dell’attenzione le tensioni commerciali. L’incertezza sulla traiettoria della politica tariffaria americana – tra possibili passaggi al Congresso, ricorsi giudiziari e l’ipotesi di nuovi strumenti normativi – continua a pesare sul sentiment globale. Nel suo recente intervento sullo Stato dell’Unione, durato circa due ore, Trump ha attaccato la Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi alcuni dazi, annunciando nuovi provvedimenti per preservare l’impostazione protezionistica e l’innalzamento al 15% dei dazi globali precedentemente fissati al 10%. Le dichiarazioni hanno riacceso l’incertezza sulle tariffe già in vigore e sulle eventuali modalità di rimborso, mantenendo elevata la volatilità su cambi, materie prime e comparti ciclici.

Sul versante azionario, l’avvio di settimana ha confermato una rotazione settoriale sempre più evidente. Dopo settimane di vendite concentrate sui titoli software statunitensi, la pressione si è estesa ad altri segmenti percepiti come vulnerabili all’impatto dell’intelligenza artificiale. Nel mirino sono finite le società dei pagamenti, come American Express, Visa e Mastercard, oltre ai gruppi di private equity. Il mercato sta progressivamente ricalibrando le valutazioni alla luce dei potenziali cambiamenti competitivi generati dall’AI nel medio periodo. In questo contesto, l’attenzione degli operatori è ora rivolta alla pubblicazione dei conti di Nvidia, attesi a mercati chiusi. I risultati del colosso dei semiconduttori rappresentano un banco di prova per la sostenibilità delle valutazioni legate all’intelligenza artificiale e potrebbero influenzare in modo significativo l’evoluzione della rotazione settoriale in atto.

Guardiamo ora  la classifica settimanale delle raccomandazioni Buy, Hold e Sell sui principali titoli di Wall Street (aggiornata a oggi, 25 febbraio), ordinate per numero di giudizi positivi (rating buy). Dopo svariate ottave in cui le prime cinque posizioni venivano piantonate dal club delle “Magnifiche 7”, anche questa settimana i giudizi cambiano leggermente rotta. Al primo posto troviamo Apple che guadagna un punto e sale a 78 buy scavalcando Nike, che perde due punti e si guadagna il secondo posto della classifica con 77 buy, al terzo posto si conferma Blackrock con 73 punti rispetto ai 74 della scorsa ottava. Alphabet confermato al quarto posto con 69 buy totali rispetto ai 70 della scorsa ottava. Nel podio anche Citigroup che raccoglie 65 punti perdendo un punto.

TITOLO Tot Buy Tot Hold Tot Sell % Buy % Sell TP medio 12 mesi Ultimo prezzo Rendimento potenziale 12 mesi
APPLE 78 4 1 94% 1% 263,3 192,9 36,5%
NIKE 77 5 0 94% 0% 282,9 208,6 35,6%
BLACKROCK 73 6 1 91% 1% 861,6 639,3 34,8%
ALPHABET 69 9 0 88% 0% 378,8 310,9 21,9%
CITIGROUP 65 4 0 94% 0% 597,3 389,0 53,6%
QUALCOMM 58 3 0 95% 0% 454,8 325,5 39,7%
MCDONALD’S 54 14 1 78% 1% 290,5 213,8 35,8%
P&G 53 10 1 83% 2% 104,6 71,4 46,5%
INTEL 50 13 1 78% 2% 309,2 185,4 66,8%
UBER 46 4 1 90% 2% 136,7 126,8 7,9%
MICROSOFT 44 3 1 92% 2% 401,8 307,2 30,8%
NETFLIX 42 5 1 88% 2% 660,3 498,0 32,6%
TESLA 40 17 1 69% 2% 110,1 78,0 41,0%
3M 39 18 2 66% 3% 297,9 272,1 9,5%
PFIZER 39 11 1 76% 2% 281,1 146,1 92,3%
IBM 34 6 1 83% 2% 130,0 106,1 22,6%
ORACLE 30 19 14 48% 22% 419,3 409,4 2,4%
BROADCOM 28 14 2 64% 5% 76,0 64,1 18,5%
BOEING 25 6 0 81% 0% 62,6 50,4 24,1%
T-MOBILE 25 7 1 76% 3% 274,2 233,4 17,5%
VERIZON 23 5 0 82% 0% 83,7 80,7 3,7%
AT&T 23 16 3 55% 7% 344,1 333,1 3,3%
GOLDMAN SACHS 23 11 0 68% 0% 263,0 222,0 18,5%
WALMART 21 6 0 78% 0% 135,1 109,6 23,3%
COCA-COLA 21 24 1 46% 2% 162,8 144,8 12,5%
META PLATFORMS 20 11 1 63% 3% 29,2 28,4 3,0%
VISA 20 12 2 59% 6% 102,2 84,6 20,9%
TARGET 19 16 0 54% 0% 345,4 297,3 16,2%
AMAZON 18 3 0 86% 0% 1327,4 1081,1 22,8%
JP MORGAN 18 13 2 55% 6% 143,7 149,3 -3,7%
WALT DISNEY 18 12 1 58% 3% 237,2 246,3 -3,7%
WELLS FARGO 16 9 2 59% 7% 167,8 165,3 1,5%
AMD 13 8 2 57% 9% 324,6 229,3 41,6%
JOHNSON & JOHNSON 13 16 3 41% 9% 28,6 27,1 5,4%
BANK OF AMERICA 13 24 5 31% 12% 106,6 115,5 -7,8%
MASTERCARD 12 15 1 43% 4% 198,0 168,8 17,3%
MORGAN STANLEY 11 16 2 38% 7% 969,1 902,3 7,4%
SALESFORCE 11 19 2 34% 6% 49,6 49,9 -0,6%
NVIDIA 10 36 7 19% 13% 47,2 46,1 2,4%
EXXON MOBIL 10 8 2 50% 10% 174,7 166,5 5,0%

Fonte Bloomberg, dati aggiornati al 25/02/2026

Le azioni con più “Buy” e “Sell” in percentuale

La classifica dei primi 5 titoli con la maggior percentuale di buy rispetto al totale delle coperture vede al primo posto ancora Qualcomm con il 95% di buy, seguita da Citigroup con 94%, poi Apple al 94%, Nike al 94% e Microsoft al 92%.

Classifica Migliori 5 % Buy
1 QUALCOMM 95%
2 CITIGROUP 94%
3 APPLE 94%
4 NIKE 94%
5 MICROSOFT 92%

Si aggiorna anche la classifica dei titoli con più raccomandazioni Sell in percentuale. Al primo posto Oracle che arriva a 22% di sell confermando il giudizio della scorsa ottava, segue Nvidia al secondo con il 13% di sell, Bank of America con il 12%, seguita da Exxon Mobil al 10% e Johnson & Johnson al 9%.

Classifica Peggiori 5 % Sell
1 ORACLE 22%
2 NVIDIA 13%
3 BANK OF AMERICA 12%
4 EXXON MOBIL 10%
5 JOHNSON & JOHNSON 9%

I titoli che renderanno di più sulla base delle raccomandazioni degli analisti

Partendo dai target price assegnati dai broker è possibile stimare quali titoli, secondo le banche d’affari, hanno teoricamente i fondamentali per garantire il maggior rendimento nei prossimi 12 mesi, calcolando la variazione teorica tra il prezzo obiettivo medio e l’attuale valutazione di mercato. La seguente classifica mette in evidenza le società con un rendimento potenziale maggiore.

In pole Pfizer con un 92% contro gli l’83% della scorsa ottava, seguita da Intel al 67%, completa il podio di questa settimana Citigroup che si aggiudica una variazione potenziale del 54% rispetto al 51% di settimana scorsa.

Classifica Migliori 5 variazione potenziale
1 PFIZER 92%
2 INTEL 67%
3 CITIGROUP 54%
4 P&G 47%
5 AMD 42%

Osservando, invece, i titoli di Wall Street che più difficilmente garantiranno variazioni di prezzo interessanti da qui a 12 mesi (sulla base del target price medio attuale), Bank of America, Jp Morgan e Walt Disney hanno una valutazione di mercato al di sopra della valutazione media degli analisti.

Classifica Peggiori 5 variazione potenziale
1 BANK OF AMERICA -8%
2 JP MORGAN -4%
3 WALT DISNEY -4%
4 SALESFORCE -1%
5 WELLS FARGO 2%

* Le presenti informazioni vengono fornite al solo scopo educativo e non rappresentano consigli d’investimento o suggerimenti personali. Tali informazioni non devono quindi essere interpretate come offerte o solleciti di compravendita di strumenti finanziari.