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Wall Street: inverte la rotta a metà seduta

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Il timore degli investitori sullo stato di solidità e salute dei grandi gruppi finanziari americani, trascinano le quotazioni dei principali indici al ribasso nella prima fase di negoziazione. Dopo un’apertura incerta le quotazioni si sono tinte di rosso ma attualmente è in corso un forte recupero e alle 20:15 ora italiana, il Dow Jones rimonta buona parte della perdita a -0,63%, l’S&P 500 cede lo 0,65% mentre totale la ripresa del Nasdaq 100 +0,96% e del Nasdaq Composite +0,43%. E’ sicuramente la giornata “no” per il titolo Bank of America, che dopo un avvio disastroso sulla scia della notizia apparsa sul Wall Street Journal di nuove trattative in corso con il Governo americano per un nuovo prestito, e nonostante l’attuale recupero si mantiene fortemente negativo a quota 8,69 dollari bruciando il 14,90% del proprio valore. Male anche Citigroup in calo del 9,55%, Goldman Sachs in ribasso del 1,49%, Barclays Plc lascia sul terreno il 5,43%. Anche il comparto tecnologico risente fortemente della crisi dei colossi bancari e tra le performance peggiori si distingue Yahoo in calo del 7,10% e Microsoft in parità . In controtendenza il titolo Dell guadagna il 3,98% seguita da Intel lievemente positiva attesta le proprie quotazioni a quota 13,25 dollari con una variazione percentuale positiva dello 1,22%. La spinta rilazista proviene dalla rimonta del comparto auto con General Motors e Ford che si riportano in parità. Il ribasso delle quotazioni del greggio favorisce il settore aereo dove si distinguono i rialzi di Continental Airlines positiva del 10,41%, Ual Corp guadagna il 13,73% mentre segue Us Airways con una crescita del 11,77%. Settimana al ribasso per il cross dell’euro dollaro che vede il recupero del dollaro americano sull’euro. Nella giornata odierna dopo aver fatto segnare un minimo a quota 1,3025 colora in questi minuti di verde le proprie quotazioni portandosi a 1,3118.
Continua la discesa del Light Sweet Crude su scadenza Marzo 2009 che nonostante il recupero attuale fa segnare una perdita del 3,26% attestandosi a 42,74 dollari al barile.