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Wall Street giù dopo alert Intelligence Usa su interferenze Iran e Russia in Election Day

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Mercati stretti nella morsa della paura del Covid ma anche delle nuove rivelazioni/indiscrezioni che arrivano dal fronte geopolitico.

I futures sul Dow Jones arretrano di 50 punti circa, giù anche i contratti sul Nasdaq e sullo S&P 500.

Nella giornata di ieri John Ratcliffe, direttore della National Intelligence Usa, ha detto che l’Iran sta inviando email spoofing, ovvero email messaggi di posta elettronica da indirizzi falsificati, volti a “intimidire gli elettori, incitare i disordini e danneggiare il Presidente” Donald Trump.

Oltre all’Iran, anche la Russia, ha sottolineato Ratcliffe nel corso di una conferenza stampa, “sta adottando misure specifiche per influenzare l’opinione pubblica sulle nostre elezioni”.

“Confermiano che l’Iran e in via separata la Russia hanno ottenuto informazioni sulle registrazioni di alcuni elettori, – ha spiegato ancora il numero uno della National Intelligence, a meno di due settimane dalle elezioni presidenziali Usa del prossimo 3 novembre – Questi dati possono essere utilizzati da individui stranieri per dare agli elettori che si sono registrati false informazioni, nella speranza di creare confusione, seminare il caos e minare la vostra fiducia nella democrazia americana”.

Wall Street riparte oggi dopo aver concluso una sessione al ribasso, con il Dow Jones Industrial Average che ha perso 97,97 punti (-0,4%), dopo aver azzerato un guadagno superiore ai 100 punti durante la sessione, lo S&P 500 in calo dello 0,2% e il Nasdaq Composite in ribasso dello 0,3%.

Si assottigliano tra l’altro le speranze che il Congresso Usa riesca a varare un piano di stimoli fiscali anti-COVID, anche se Drew Hammill, vice dello staff della Speaker alla Camera Nancy Pelosi, ha riferito che Pelosi e il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin hanno parlato ieri, alle 20.30 ora italiana, per “48 minuti”.

La “conversazione – ha aggiunto – ci porta più vicini a posare la penna sul foglio e a scrivere la norma”.

Hamill ha diramato questa informazione con un post su Twitter pubblicato subito dopo la chiusura delle contrattazioni a Wall Street.

“La Speaker e il Segretario (al Tesoro) – ha detto ancora – hanno intenzione di parlare ancora domani (oggi per chi legge)”.

Nel pieno della stagione degli utili trimestrali, attenzione a Tesla, dopo che il colosso delle auto elettriche fondato da Elon Musk ha pubblicato quello che lo stesso Musk ha definito “il trimestre migliore di sempre”, a dispetto del COVID-19.

Nel terzo trimestre del 2020, Tesla ha riportato utili per $331 milioni, o 27 centesimi per azione, rispetto ai 16 centesimi per azione dello stesso periodo dell’anno scorso.
Su base adjusted, il colosso delle auto elettriche ha incassato profitti per un valore di $874 milioni, o 76 centesimi per azione, rispetto ai 37 centesimi per azione del terzo trimestre del 2019. Al lordo delle tasse, gli utili sono balzati di ben il 215%.

Il fatturato è salito inoltre del 40%, a $8,77 miliardi, rispetto ai $6,30 miliardi precedenti. I risultati sono stati migliori delle stime, visto che gli analisti intervistati da FactSet avevano previsto utili adjusted per 56 centesimi per azione su un fatturato di $8,28 miliardi.

Non solo: Tesla ha riportato un bilancio in utile per il quinto trimestre consecutivo, grazie alle consegne che continuano a crescere. Il titolo ha reagito con un rialzo superiore a +3% nelle contrattazioni afterhours, e ora in premercato balza di oltre +5%.