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Wall Street: futures preannunciano sell off sull’hi-tech. ‘Profit warning Snap principale colpevole’

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Futures Usa in forte ribasso, con quelli sul Dow Jones che arretrano di 226 punti circa (-0,72%), a 31.610, quelli sullo S&P 500 in calo dell'1,11% e quelli sul Nasdaq in flessione dell'1,71%. Pesa il tonfo di Snap, successivo al profit warning lanciato dalla società di social media nota per la sua APP di messaggistica SnapChat.

Le quotazioni crollano del 30%, facendo perdere al gruppo 1/3 circa del suo valore di mercato in Borsa. L'effetto dei sell off è domino: cadono a Wall Street anche Meta, ex Facebook, Twitter, Pinterest, Alphabet.

"Forti sono i sell che si stanno abbattendo sulle azioni, e il principale colpevole è il profit warning lanciato da Snap nella serata di ieri - ha scritto in una nota riportata dalla Cnbc Adam Crisafulli, di Vital Knowledge - In un certo senso, è un po' incredibile che una società relativamente piccola e perennemente non redditizia riesca a trascinare giù l'intero comparto ma, considerata la sensibilità del comparto stesso (quello hi-tech), Snap è capace di esercitare una maggiore influenza".

D'altronde "i titoli tecnologici continuano a dominare il mercato, sia in senso numerico (rimangono il settore che incide di più tra tutti), che psicologico e, nonostante la liquidazione aggressiva negli ultimi due mesi, c'è tanta gente che li detiene ancora in portafoglio".

"Crediamo ora che sia probabile riportare un fatturato e un adjusted EBITDA al di sotto della parte inferiore della forchetta di guidance relativa a questo trimestre", ha precisato il ceo Evan Spiegel.

L'ad ha spiegato il deterioramento macro con il balzo dell'inflazione e l'aumento dei tassi di interesse, ma anche con le interruzioni delle catene di approviggionamento.

In forte rialzo invece il titolo Zoom Video Communications che segna oltre +6% nel pre-market a seguito della diffusione dei numeri trimestrali.

Il colosso delle videoconferenze ha riportato un EPS di 1,03 dollari rispetto agli 87 centesimi attesi dal consensus Refinitiv. I ricavi sono stati pari a 1,07 miliardi di dollari nel primo trimestre, in linea con le attese degli analisti. La crescita dei ricavi nel trimestre terminato il 30 aprile è stata pari al 12%, in calo da quasi il 200% nello stesso trimestre dell’anno precedente.

Dura poco la rimonta di Wall Street, che ha visto il Dow Jones balzare ieri di 618 punti, o di quasi il 2%, lo S&P 500 avanzare dell'1,9% e il Nasdaq Composite salire dell'1,6%.

In ribasso i tassi sui Treasuries Usa che, scontando il timore di una recessione, continuano a viaggiare da diverse sessioni sotto la soglia psicologica del 3% superata agli inizi di maggio.