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Wall Street: futures negativi tra alert Powell e OMS su coronavirus. Petrolio in rialzo

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I futures sugli indici azionari americani sono negativi: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,51%, quelli sul Nasdaq arretrano dello 0,44% mentre quelli sullo S&P 500 scendono dello 0,41%.

L’azionario globale fa ancora i conti con il pessimismo alimentato dal discorso del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che ieri ha parlato di un outlook sull’economia “altamente incerto”, sottolineando che altri interventi a sostegno dei fondamentali Usa potrebbero essere necessari.

Powell non si è mostrato particolarmente favorevole, però, all’ipotesi dei tassi negativi, sottolineando che si tratta di una opzione “a cui non stiamo guardando”, anche perchè contrastate sono le opinioni sulla sua efficacia.

“Le parole (di Powell) sono state un colpo all’ottimismo che nelle ultime settimane aveva interessato i mercati, grazie all’allentamento delle misure di distanziamento sociale negli Stati Uniti, che aveva sostenuto anche le speranze di una ripresa a V”, ha commentato Raffi Boyadjian, analista senior di investimenti presso XM, stando a quanto riporta il sito Marketwatch. Crede invece in una probabilità più alta di una ripresa a V Goldman Sachs, anche se prevede per il 2020 una flessione del Pil Usa del 6,5%.

Certo, non aiutano di certo il sentiment neanche le parole di Mike Ryan, direttore del dipartimento di emergenza per il World Health Organization, OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) che, in un briefing sul coronavirus, ha detto che “questo virus potrebbe anche non andare mai via”.

Oggi sessione positiva per il contratto WTI con consegna a giugno che balza fin oltre +5% superando quota $26 al barile. Bene anche il Brent, che avanza di quasi +4% oltre $30 al barile. L’accelerazione rialzista dei prezzi si spiega anche con la pubblicazione del rapporto mensile dell’AIE, l’agenzia internazionale dell’energia. Dal report emerge che “la domanda globale di petrolio sta in qualche modo migliorando”, tanto che l’AIE ha rivisto al rialzo le stime sulla domanda di 700.000 barili al giorno rispetto all’outlook dell’ultimo report.

Ieri, inoltre, i dati Usa hanno segnalato che, nella settimana terminata lo scorso 8 maggio, le scorte di petrolio crude degli Stati Uniti sono scese di 745.000 barili a 531,5 milioni di barili: il calo, inatteso, è stato il primo da gennaio.