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Wall Street futures: Nasdaq e S&P rallentano dopo record, focus su piani dividendi banche dopo stress test Fed

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A meno di tre ore dall’inizio delle contrattazioni a Wall Street, i futures sul Dow Jones sono in rialzo dello 0,11%, a 34.200 punti circa, i futures sul Nasdaq scendono dello 0,12% a 14.495, mentre i futures sullo S&P 500 sono piatti, con una variazione pari a -0,04% a 4.278 punti.

Nella sessione di ieri, sia lo S&P 500 che il Nasdaq sono balzati a nuovi livelli record.

Lo S&P è salito dello 0,23% a 4.290,61, mentre il Nasdaq Composite è balzato dello 0,98% a 14.500,51 punti. Il Dow Jones Industrial Average è rimasto invece indietro, riportando un calo di 150.57 punti, a 34,283.27.

Sono stati i rialzi dei titoli delle Big Tech a permettere ieri allo S&P 500 e al Nasdaq Composite di inanellare nuovi record.

Le growth stocks, di fatto, hanno riportato una performance migliore rispetto a quella delle value stocks. In realtà il trading che privilegia le value stocks è quello che ha fatto meglio da inizio anno, ma di recente gli investitori sono tornati a privilegiare i growth, rappresentati soprattutto dai tecnologici.

Tanto che, nell’intero mese di giugno, i titoli growth come Tesla, Facebook, Amazon, Apple, sono saliti del 6%, mentre quelli value hanno perso più dell’1%.

“Il fatto che il comparto growth abbia rotto alcune resistenze è un fattore che ha portato l’indice S&P 500 a testare nuovi record – ha commentato JC O’Hara, responsabile analisi tecnica del mercato presso MKM Partners – Siamo in una situazione in cui le azioni growth potrebbero continuare a fare meglio di quelle value, nel corso delle prossime settimane, in base a quanto suggerisce l’analisi tecnica”.

In questo mese di giugno, lo S&P 500 è salito per il quinto mese consecutivo, mentre il Nasdaq ha riportato il settimo mese di guadagni degli ultimi otto.

Il Dow Jones, invece, si appresta a chiudere il mese in rosso, dopo quattro mesi consecutivi di rialzi.

“I mercati hanno iniziato l’anno in modo solido quest’anno – ha commentato il responsabile strategist di mercato di LPL Financial Ryan Detrick – Tuttavia, la maggior parte di quei guadagni è arrivata all’inizio dell’anno, e molte azioni hanno vissuto una fase di stagnazione negli ultimi mesi”.

Detrick ritiene che gli investitori dovrebbero rimanere overweight sull’azionario rispetto ai bond, ma segnala la presenza di preoccupazioni nel mercato, incluse le valutazioni elevate.

Intanto, tra i titoli protagonisti di oggi ci sono soprattutto le banche, dopo la raffica di comunicati resi noti nella giornata di ieri sui loro piani di remunerazione del capitale.

La pubblicazione ha seguito l’esito degli stress test della Federal Reserve, annunciato giovedì scorso, da cui è emerso che tutte le 23 principali banche degli Stati Uniti hanno superato la prova.

Morgan Stanley ha così visto il titolo volare di quasi il 4% nelle contrattazioni afterhours di Wall Street, dopo aver reso noto che raddoppierà i dividendi trimestrali, procedendo contestualmente a un nuovo piano di buyback azionario del valore di $12 miliardi fino a giugno del 2022.

JP Morgan aumenterà i dividendi trimestrali dell’11% a $1 per azione dagli attuali 90 centesimi per azione corrisposti ai suoi azionisti. Il colosso bancario americano proseguirà con l’operazione in corso di buyback azionario, in quanto “continua a essere autorizzata” a portarlo avanti.

Bank of America ha comunicato che aumenterà le proprie cedole del 17% a 21 centesimi per azione, dopo avere annunciato nel mese di aprile un piano di buyback azionario del valore di $25 miliardi.

Goldman Sachs incrementerà i dividendi del 60% a $2 per azione, in attesa dell’approvazione del cda.

Così come Morgan Stanley, anche Wells Fargo ha reso noto che raddoppierà i dividendi, in questo caso a 20 centesimi per azione.

Niente aumento dei dividendi, invece, per Citigroup, con la ceo Jane Fraser che non ha fatto nessun annuncio su un eventuale incremento delle cedole.

Diversamente dalle altre banche, Citi aveva reso noto che avrebbe aumentato quest’anno i cuscinetti di capitale, fattore che potrebbe aver ridotto la sua capacità di remunerazione del capitale.

“Aspettiamo il momento di continuare con i nostri interventi pianificati sul capitale, inclusi dividendi sulle azioni ordinarie di almeno 51 centesimi di dollari, e di portare avanti i riacquisti di azioni, che sono particolarmente attraenti, visto che la nostra azione ha un valore inferiore a quello del valore di libro per azione”, ha detto Fraser.