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Wall Street futures incerti, tassi Treasuries tornano sotto l’1,5%. Ma alert ‘tigre’ inflazione arriva da Bank of England

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Il trend dei futures Usa anticipa un avvio debole per Wall Street, dopo i forti cali della vigilia, che hanno visto il Nasdaq crollare del 3,52% a 13.119,43, riportando così la perdita più forte dal 28 ottobre scorso.

Il Dow Jones Industrial Average è scivolato di 559,85 punti a 31.402,01 mentre lo S&P 500 è sceso del 2,45% a 3.829,34 punti. I futures sul Dow Jones scendono dello 0,20% a 31.314 punti circa; i futures sul Nasdaq sono in rialzo dello 0,25% a 12.866 punti, mentre i futures sullo S&P 500 avanzano dello 0,18% a 3.834 punti.

A scatenare i sell off su Wall Street e poi in generale sull’azionario globale sono stati, ancora una volta, i timori di un brusco ritorno dell’inflazione negli Usa.

I timori sono stati rinfocolati dal trend dei tassi dei Treasuries decennali, che ieri hanno superato nell’arco di poche ore la soglia dell’1,45% schizzando anche oltre l’1,6%, all’1,614%, al record dal 14 febbraio del 2020, con un movimento che alcuni trader hanno chiamato ‘flash move’.

I rendimenti hanno poi ritracciato chiudendo comunque ai massimi in un anno all’1,51%, in rialzo di 12 punti base circa nella sessione.

Occhio anche alle dichiarazioni del membro più falco della Bank of England, il capo economista Andy Haldane, che ha affermato che i rischi sull’outlook dell’inflazione sono sia al rialzo che al ribasso, avvertendo però che è possibile che la “tigre” dell’inflazione si sia svegliata.

Haldane ha parlato degli “effetti combinati di grandi shock senza precedenti e di elevati gradi di sostegno altrettanto senza precedenti”, che rendono “difficile e pericoloso il compito delle banche centrali di addomesticare la tigre” dell’inflazione.

Da segnalare che i tassi sui bond UK a 10 anni sono saliti allo 0,816% dopo la notizia del discorso di Haldane, mentre quelli a cinque e due anni sono cresciuti rispettivamente allo 0,396% e allo 0,121%.

Tornando ai Treasuries Usa a 10 anni, questi rallentano il passo rispetto al boom della vigilia, scendendo anche sotto la soglia dell’1,5%.

Tuttavia, il loro rialzo dall’inizio dell’anno è stato superiore ai 50 punti base.