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Wall Street futures in rally con Cina, ma Dow Jones soffre fase ribassista settimanale record da 1932

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Rally dei futures Usa, scatenato secondo alcuni operatori dal taglio dei tassi in Cina: un rally che per ora permette allo S&P 500 di riuscire ancora a schivare il mercato orso, anche se pericolosamente vicino a entrarci.

Il sentiment di mercato rimane incerto, con i chiodi ormai fissi della recessione e dell'inflazione che assediano gli investitori di tutto il mondo.

Oggi la People's Bank of China – banca centrale della Cina – ha annunciato la decisione di confermare il tasso di finanziamento loan prime rate (LPR) a un anno al 3,7%, tagliando invece il tasso a cinque anni dal 4,6% al 4,45%. La riduzione, pari a 15 punti base, è la più forte dal 2019.

I tassi LPR sono i tassi di riferimento sui prestiti che vengono stabiliti mensilmente da 18 banche cinesi.

La mossa espansiva riflette chiaramente l'intenzione della banca centrale cinese di intervenire a sostegno dell'economia del paese che, secondo gli economisti, soffrirà nel trimestre in corso una contrazione, a causa delle misure di lockdown che il governo di Pechino ha lanciato per contrastare la recente ondata di Covid-19, nell'ambito della sua zero Covid
policy.

L'intervento della People's Bank of China, che si è detta tra l'altro pronta a lanciare nuove misure di politica monetaria espansiva ha scatenato i buy sulle borse asiatiche. Ma il bilancio settimanale nel caso di Wall Street è decisamente in rosso.

Verso le 13.40 ora italiana, i futures sul Dow Jones salgono dello 0,80%, quelli sullo S&P 500 avanzano dell'1,02% e quelli sul Nasdaq salgono dell'1,4% circa.

Il Dow Jones si appresta a concludere la settimana in flessione del 2,8%, con un trend negativo per l'ottava settimana consecutiva, la fase ribassista più lunga dal 1932.

Lo S&P 500 e il Nasdaq sono orientati a chiudere la settima settimana consecutiva in ribasso, con lo S&P 500 in flessione
del 19% rispetto al precedente record testato agli inizi di gennaio.

Se le perdite arriveranno a -20%, l'indice benchmark scivolerà in bear market per la prima volta dal marzo 2020, mese in cui risuonò in tutto il mondo l'alert della pandemia Covid.

Ieri lo S&P 500 è sceso dello 0,58% a 3.900,79, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 236,94 punti (-0,75%), 31.253,13. Il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,26% a 11.388,50.