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Wall Street futures deboli, in rialzo titoli da ‘fine’ lockdown come compagnie aeree ed energetiche

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Wall Street debole, con i futures sul Dow Jones che avanzano dello 0,24% a 32.740 punti; quelli sullo S&P che fanno -0,05% a 3.932 punti circa, e quelli sul Nasdaq che arretrano dello 0,09% a 12.913 punti.

Tra i titoli sotto i riflettori in premercato, quelli delle società che beneficeranno in misura maggiore della fine del lockdown e, si spera prima o poi, della pandemia Covid-19, grazie alle vaccinazioni. In rialzo American Airlines e United Airlines, così come anche Boeing, Gap e i titoli energetici.

A Wall Street il sentiment rimane complessivamente positivo sui titoli ciclici e value, mentre oscilla sui titoli growth come quelli delle Big Tech, più sensibili ai rialzi dei tassi sui Treasuries (sia per le valutazioni che hanno testato grazie al boom degli acquisti nel 2020, sia perchè si tratta di società che hanno beneficiato in modo particolare del basso livello dei tassi di interesse).

A tal proposito, market mover cruciale di questa settimana, e per l’intero azionario globale, sarà il meeting del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, che si riunirà nei giorni di martedì, domani 16 marzo e mercoledì 17, per poi comunicare la decisione sui tassi mercoledì.

Alcuni analisti prevedono che il presidente della Fed Jerome Powell & Co rivedranno al rialzo l’outlook sul Pil Usa a seguito del bazooka fiscale da $1,9 trilioni firmato dal presidente americano Joe Biden, la scorsa settimana.

Determinante per l’andamento dei mercati, che continuano a scontare i timori di un brusco ritorno dell’inflazione Usa, sarà la pubblicazione del dot plot, il documento in cui ogni trimestre gli esponenti della Fed indicano quali saranno i livelli che, a loro avviso, i tassi di interesse testeranno nel breve, medio e lungo termine.

“Alcuni esponenti del Fomc potrebbero pensare che i tassi dovrebbero essere alzati più presto rispetto a quanto anticipato nel mese di dicembre”, hanno scritto gli analisti di ANZ Research in una nota.

Le indicazioni che arrivano dal mercato dei Treasuries, d’altronde, lasciano pensare che gli investitori temano proprio un improvviso aumento dell’inflazione.

Lo scorso venerdì i tassi sui Treausuries decennali sono volati fino all’1,642%, al record al febbraio del 2020. Wall Street la scorsa settimana non è stata intaccata tuttavia più di tanto, se si considera che il Dow Jones Industrial Average, su base settimanale, è salito del 4% e lo S&P 500 ha fatto +2,6%.

Sia lo S&P 500 che il Dow hanno chiuso la sessione di venerdì scorso entrambi a livelli record.

Il Nasdaq, anche, nonostante l’evidente maggiore cautela nei confronti dell’hi-tech, ha guadagnato il 3%. Dall’inizio del mese di marzo, tuttavia, il Nasdaq è in rialzo di meno dell’1%, mentre il Dow Jones e lo S&P sono in crescita rispettivamente di +6% e +3,5%.

Focus anche sull’indice delle small cap Russell 2000, che ha messo a segno un balzo del 7% la scorsa settimana, sulla scia della decisione degli investitori di privilegiare le azioni delle società caratterizzate da una capitalizzazione minore che tendono a beneficiare in modo più forte di una forte ripresa dell’economia, come quella attesa dalla crisi provocata dalla pandemia del coronavirus.