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Wall Street: futures confermano ripresa da Black Monday, in rally Snap e Twitter dopo bilanci. Schiaffo sonoro Cina alla Uber cinese Didi

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Il recupero dei tassi sui Treasuries a 10 anni e alcune storie positive che arrivano dal fronte delle trimestrali Usa confermano la ripresa di Wall Street, proseguita per tutto il corso della settimana dopo il forte tonfo di lunedì scorso, che ha visto il Dow Jones crollare di 700 punti, soffrendo la flessione giornaliera più forte dall'ottobre del 2020.

Alle 12.25 circa, i futures sul Dow Jones salgono dello 0,44% a 34.860 punti; i futures sul Nasdaq Composite avanzano dello 0,51% a 15.004 punti, mentre i contratti sullo S&P 500 avanzano dello 0,47% a 4.380 punti.

Ieri gli indici Usa hanno concluso una seduta caratterizzata dalla debolezza: il Dow Jones è salito di appena 25,35 punti (+0,07%), lo S&P 500 ha riportato una variazione al rialzo dello 0,2%, mentre il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,36%.

I tre indici si apprestano a concludere la settimana in territorio positivo: su base settimanale, il Dow Jones è salito dello 0,4%, tornando a un valore inferiore di appena -1% rispetto al nuovo record da raggiungere. Lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,9% e il Nasdaq Composite ha fatto +1,8%.

In premercato si mettono in evidenza i rialzi dei titoli FAANG come Facebook, che beneficia dei risultati di bilancio delle rivali attive nel social media; salgono anche Apple, Microsoft, Amazon e Alphabet che, insieme al colosso di Mark Zuckerberg, pubblicheranno le loro trimestrali la prossima settimana.

Dal mondo dell'hi-tech buone indicazioni sono arrivate ieri, dopo la fine della giornata di contrattazioni, con i bilanci di Snap e di Twitter:

il titolo Snap riporta un rally di oltre +16%, ma è volato anche oltre il +17%, dopo che la società ha diffuso un bilancio che ha messo in evidenza utili, un fatturato e una crescita degli utenti, nel secondo trimestre, migliori delle attese. In particolare l'utile adjusted per azione si è attestato a 10 centesimi, rispetto alla perdita per azione di 1 centesimo prevista dagli analisti intervistati da Refinitiv. Il fatturato è stato pari a $982 milioni, meglio degli $846 milioni attesi, mentre gli utenti attivi giornalieri globali si sono attestati a 293 milioni, meglio dei 290,3 milioni stimati dal consensus di State Street. Snap ha concluso il secondo trimestre con 293 milioni di utenti attivi giornalieri, in rialzo di quasi il 5% rispetto ai 280 milioni riportati ad aprile e di oltre il 23% rispetto ai 238 milioni di utenti del secondo trimestre dell'anno scorso.

MOlto bene anche Twitter: l'utile netto adjusted della società gestita da Jack Dorsey si è attestato a 20 centesimi per azione, rispetto ai 7 centesimi attesi dagli analisti intervistati da Refinitiv. Il fatturato è stato pari a $1,19 miliardi, meglio degli $1,07 miliardi previsti dal consensus e in crescita del 74% su base annua. Il ritmo di crescita del fatturato è stato il più alto dal 2014.

Le entrate pubblicitarie incassate da Twitter sono volate dell'87% su base annua a $1,05 miliardi, a fronte di utenti attivi monetizzabili giornalieri pari a 206 milioni, rispetto ai 206,2 milioni previsti dagli analisti intervistati da StreetAccount.

Dopo la perdita incassata nel secondo trimestre del 2020, pari a 1,38 miliardi, Twitter ha concluso il secondo trimestre del 2021 con un utile netto di $65,6 milioni. Nelle contrattazioni dell'afterhours le quotazioni dei Twitter sono volate fino a +9%, ora mettono a segno un rialzo sempre molto solido, pari a +5,75%.

Più che il bilancio, ha deluso invece la guidance di Intel sul margine lordo.

Il colosso americano dei chip ha reso noto di aver concluso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto di $51 miliardi, in calo dell'1% rispetto all'utile incassato nello stesso periodo del 2020. L'utile netto per azione si è attestato a $1,24, in rialzo del 4% su base annua. Su base adjusted, l'eps è stato pari a $1,28, in crescita del 12% su base annua e superiore agli $1,06 per azione attesi. Il fatturato adjusted è ammontato a $18,5 miliardi, in crescita del 2% su base annua, meglio dei $17,8 miliardi stimati.

Sulla scia dei risultati di bilancio, Intel ha rivisto al rialzo la propria guidance sul fatturato adjusted per il 2021 di $1 miliardo a $73,5 miliardi, a fronte di un eps di $4,80.

I risultati di Intel suggeriscono che il boom delle vendite di computer che è iniziato con la pandemia Covid-19 potrebbe continuare anche con il ritorno a scuola e negli uffici della gente.

Tuttavia, il titolo perde in pre-mercato dopo che il gigante dei chip ha detto di prevedere per il terzo trimestre dell'anno un margine lordo non-GAAP pari al 55%, in deciso calo dal 59,2% del secondo trimestre.

Intel ha spiegato il calo dei margini con le restrizioni che stanno colpendo l'offerta e con i costi legati alla produzione di chip con l'adozione di una nuova tecnologia. Le quotazioni cedono quasi il 2% in premercato.

Non va invece bene affatto Didi, con le adr che perdono più dell'8% dopo il tonfo a Wall Street pari a -11%. Secondo quanto riporta Bloomberg, le autorità cinesi starebbero pianificando una sanzione ancora più alta rispetto a quella record versata a Alibaba pari a $2,8 miliardi. Ma la pena contro Didi potrebbe essere ancora più alta: Pechino starebbe pensando infatti di costringere la società al delisting.
Lo scorso 16 luglio, i funzionari di ben sette agenzie governative cinesi hanno fatto un blitz negli uffici del colosso di ride-sharing.

I funzionari hanno condotto una ispezione per individuare la presenza di eventuali rischi per la sicurezza cibernetica.

Una delle agenzie, la Cyberspace Administration of China (CAC), aveva già accusato la società di aver raccolto illegalmente i dati dei suoi utenti. Insieme all’autorità cinese più importante in tema di Antitrust, la State Administration for Market Regulation (SAMR), la CAC è tra le sette agenzie che hanno fatto irruzione negli uffici di Didi in Cina.

La società cinese Didi Chuxing è sbarcata il 30 giugno alla Borsa di New York, lanciando una delle operazioni di IPO degli Stati Uniti più grandi negli ultimi dieci anni.

Focus sui tassi sui Treasuries Usa, con quelli decennali che sono saliti fino all'1,29% nelle ultime ore, dopo essere precipitati al minimo in cinque mesi paeri all'1,13% all'inizio della settimana, in quello che potrebbe essere ribattezzato il Black Monday, a causa della fuga dall'azionario. Fuga dall'azionario parallela all'incetta dei Treasuries, alimentata dalla paura rinfocolata sulla pandemia Covid-19, a causa della diffusione in tutto il mondo della variante Delta.