Notizie Notizie Mondo Wall Street e Tokyo da capogiro, Trump innesca il super rally della pace. La reazione di oro e Btp

Wall Street e Tokyo da capogiro, Trump innesca il super rally della pace. La reazione di oro e Btp

1 Aprile 2026 08:44

Grande volata dei mercati che fiutano l’avvicinarsi la fine delle ostilità in Iran. Ieri Wall Street ha chiuso il trimestre con un rally prepotente e stamattina sono in spolvero anche le Borse asiatiche con Tokyo a +5%.

Fine conflitto più vicina

Il rally dei mercati è stato alimentato ieri sera dal concretizzarsi di una possibile via d’uscita diplomatica dal conflitto con l’Iran con dichiarazioni in tale direzione sia da parte di Washington che di Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere che la fine delle ostilità arriverà “entro due settimane, forse tre”, ipotizzando che con accordo con l’Iran può arrivare entro quel periodo e specificando che anche senza un accordo si potrebbe decidere di porre fine della guerra. Intervenendo dalla Casa Bianca, il tycoon ha spiegato che il regime attualmente al potere a Teheran è migliore della leadership precedente alla guerra.

“Abbiamo avuto un cambio di regime. Il cambio di regime non era uno dei miei obiettivi. Avevo un solo obiettivo: che non avessero armi nucleari, e quell’obiettivo è stato raggiunto. Non avranno armi nucleari”, ha detto Trump.

Segnali contrastanti invece da Teheran. Contestualmente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è detto disponibile a una de-escalation a determinate condizioni, affermando che l’Iran possiede “la volontà necessaria per porre fine a questa guerra”. In un’intervista ad Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece detto che il suo Paese è pronto a qualsiasi confronto, confermando i contatti diretti con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, specificando però che ciò “non significa che siamo in trattative” e non si aspetta che i colloqui producano risultati.

Nasdaq vola, stasera discorso di Trump alla nazione

Sempre ieri sera la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha scritto in un post su X che Trump si sarebbe rivolto alla nazione stasera “per fornire un importante aggiornamento sull’Iran“. Parole che hanno contribuito ad alimentare le attese positive dei mercati.

Ieri sera gli indici della Borsa di New York hanno chiuso in spolvero, specialmente il Nasdaq salito del 3,83% con balzi di tutte le big tech: +5,6% Nvidia, +6,7% Meta, +5% circa Alphabet. Molto bene anche l’S&P 500 che ha chiuso a +2,9% e anche i futures indicano un possibile avvio a spron battuto oggi (+0,5% quelli sull’S&P 500 e +0,9% quelli sul Nasdaq).

“Sembra che anche in assenza di questo  spunto, l’ultima  seduta del tribolato  primo trimestre 2026 avrebbe conservato un tono costruttivo, a mio parere, al  di la di quanto illustrato sopra in termini di market movers, un certo ruolo lo hanno avuto  i flussi di fine trimestre, che in base a diverse fonti dovrebbero essere corposi,  dopo un mese in cui è sceso quasi tutto. Da oggi,  con la  riapertura dei book,  avremo un idea della  sostenibilità  di questo  rimbalzo”, commenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

Rally anche di oro e Btp

Contestualmente scende il dollaro con cambio eur/usd risalito in area 1,16, mentre calano i rendimenti obbligazionari (quello del Treasury a 10 anni in area 4,25%). Lato reddito fisso reazione veemente anche dei titoli di Stato italiani con il Btp che vede il rendimento scendere velocemente in area 3,75% dopo aver superato ampiamente il 4% nelle scorse sedute. Lo spread Btp-Bund viaggia sotto quota 82 dai 90 della vigilia.

Bitcoin in risalita in area 68mila, mentre l’oro torna sopra i 4.700 dollari l’oncia.

Stamattina, come detto, sprint di Tokyo (+5%) e di Seoul (+8,7%).

Petrolio arretra ma rimane nodo Hormuz

Ieri le quotazioni del greggio sono scese con Brent sceso di quasi il 3% e stamattina segna un ulteriore -2% circa in area 102 dollari al barile. Non un dietrofront “da pace” anche perché rimane l’incertezza sulla riapertura regolare dello Stretto di Hormuz in tempi brevi. Trump ha spiegato che la riapertura di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio via mare, potrebbe non essere necessaria per porre fine alla guerra. “Che fine farà lo stretto? Non ci importerà niente perché questi paesi, la Cina, la Cina, se ne andranno, faranno rifornimento alle loro bellissime navi, se ne andranno e si arrangeranno da soli”, le secche parole di Trump.
Quindi una fine delle ostilità senza accordo con Teheran su Hormuz potrebbe lasciare irrisolti i problemi legati al petrolio. Il prezzo del Brent è aumentato di circa il 60% dall’inizio della guerra.