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Wall Street delusa da mancato piano stimoli Usa. Focus su Netflix, Snap, Google

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Futures Usa incerti, dopo che il capo dello staff alla Casa Bianca Mark Meadows ha riferito che la Speaker alla Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin hanno compiuto “buoni progressi” nelle trattative volte a sfornare un nuovo piano di stimoli economici anti-COVID, a favore delle famiglie e delle imprese americane.

Meadows ha però detto anche che “c’è ancora strada da fare” prima di raggiungere un accordo”. Una frase che ha affossato le speranze degli investitori, molti dei quali avevano sperato in un accordo entro la fine della giornata di ieri.

I negoziati proseguiranno nella giornata di oggi.

Tra i market mover la stagione degli utili trimestrali, che ha riservato sorprese positive ma anche negative.

Delusione per Netflix: il colosso dello streaming ha alzato il velo cui conti trimestrali; ne è emerso un giro d’affari migliore di quanto anticipato, cresciuto del 22% a 6,44 miliardi rispetto ai 6,38 miliardi previsti. Tuttavia, sul fronte dei profitti e soprattutto degli abbonati, le attese del mercato sono state deluse.

Il titolo capitola così di oltre -5%, scendendo sotto quota $500.

Schizzano invece al rialzo, facendo oltre +24%, le quotazioni di Snap, dopo che la trimestrale ha messo in evidenza una crescita del fatturato e dei nuovi utenti ben al di sopra delle attese, oltre a profitti sorprendenti su base adjusted.

In particolare, gli utenti attivi su base giornaliera si sono attestati nel trimestre a 249 milioni di unità, in rialzo di 11 milioni rispetto al secondo trimestre. Il boom è stato notevole, se si considera che gli analisti intervistati da FacSet avevano previsto una crescita su base netta di 5 milioni, dopo la crescita di 11 millioni di utenti attivi su base giornaliera nel primo trimestre e i +9 milioni nel secondo trimestre.

Su base adjusted, il social media ha riportato inoltre un attivo per azione di 1 centesimo, rispetto al passivo per azione adjusted di 4 centesimi del terzo trimestre del 2019. Gli analisti intervistati da FactSet avevano previsto una perdita per azione di 5 centesimi.

Sotto i riflettori anche Google, sulla scia della notizia diffusa nelle ultime ore, che vede protagonista la decisione del dipartimento di Giustizia Usa di lanciare una causa legale contro il colosso, per violazione di leggi antitrust.

Dalla denuncia emerge che le autorità federali americane accusano il gigante di aver agito per assicurarsi una condizione di monopolio nel mercato dei motori di ricerca e della pubblicità a essi collegata.

Secondo l’accusa, Google avrebbe adottato pratiche illegali per affossare la competizione. Il titolo della holding Alphabet, tuttavia, tiene. Al centro della disputa legale, c’è l’accordo con cui il gruppo versa ogni anno miliardi di dollari a Apple per confermarsi il principale motore di ricerca sugli iPhone del colosso.