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Wall Street debole, mentre Citi consiglia Buy The Dip su oro e taglio esposizione borse europee

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Wall Street debole, pronta a chiudere la sua quarta settimana consecutiva di perdite. L’indice Dow Jones assiste soprattutto alle flessioni dei titoli Goldman Sachs e Caterpillar e cede lo 0,33%, a 26.727 punti circa; il Nasdaq arretra dello 0,25% a 10.648 punti, mentre lo S&P perde lo 0,25% a 3.238 punti.

Occhio alla nota della divisione di asset allocation di Citi, che consiglia di ridurre l’esposizione verso alcuni asset dei mercati cosiddetti avanzati e di propendere per il buy on the dip sull’oro.

“Vale la pena ridurre qualche rischio specifico presente sui mercati avanzati, in un momento in cui le probabilità di breve termine lasciano paventare di nuovo sorprese negative, soprattutto in Europa”.

Citi consiglia così agli investitori una rotazione dalle borse europee a quelle dei paesi emergenti, nei confronti dei quali è “overweight” per la prima volta dall’esplosione della pandemia COVID-19.

Appetibile è, secondo gli analisti, anche l’oro, per cui Citi ha fissato un target di 2.200, a causa dell’aumentata incertezza sul contesto macroeconomico.

Nella giornata di ieri, gli analisti di Goldman Sachs hanno dimezzato l’outlook sul Pil Usa, comunicando di prevedere ora una crescita dell’economia, nel quarto trimestre del 2020, al tasso annualizzato del 3%, rispetto al +6% precedentemente atteso.

Ennesimo nulla di fatto dal Congresso degli States sul piano di stimoli necessario a sostenere l’economia americana, ancora alle prese, come le economie di tutto il mondo, con l’incubo degli effetti della pandemia COVID-19.

Nella giornata di ieri, in un’audizione al Congresso, sia il presidente della Federal Reserve Jerome Powell che il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin hanno proposto che Capitol Hill utilizzi i $380 miliardi avanzati dall’ultimo piano federale di aiuti, per aiutare sia le famiglie che le imprese. Dal canto loro, i democratici della Camera starebbero preparando, secondo quanto appreso dalla Cnbc, un pacchetto di aiuti da $2,4 trilioni che potrebbero votare già la prossima settimana. Il pacchetto includerebbe aiuti al settore aereo e nuovi benefit ai disoccupati. Il valore del piano è tuttavia ben superiore a quello ritenuto opportuno dai repubblicani.

Sul fronte dei forex, il dollaro Usa si appresta a concludere la settimana di rialzi più sostenuti dall’inizio di aprile.
Dal canto suo, l’euro è sotto pressione, scontando la decisione degli investitori di smobilizzare le valute più rischiose, sulla scia del balzo delle nuove infezioni da coronavirus in Europa e per l’incertezza riguardo all’esito delle imminenti elezioni presidenziali Usa.

Il Dollar Index è scambiato attorno a 94,560 punti, pronto a terminare la settimana migliore in quasi sei mesi, sebbene abbia perso dall’inizio di settembre il 2,5%. L’euro, attorno a $1,1636, si aggira sui minimi in due mesi testati nella sessione di ieri e rischia ora di scendere anche sotto la soglia di $1,16.

Il rafforzamento della valuta Usa ha penalizzato soprattutto l’oro: il contratto spot è in ribasso attorno a $1,860,16 all’oncia, mentre i futures Usa sull’oro arretrano a $1.859,80. Il lingotto si appresta a soffrire la contrazione settimanale più forte dalla metà di agosto, in perdita del 4,6%.

Dal fronte macroeconomico Usa è arrivato il dato relativo agli ordini dei beni durevoli degli Stati Uniti, salito su base mensile di appena lo 0,4%, decisamente al di sotto rispetto all’aumento dell’1,5% atteso dal consensus. Il dato di luglio è stato rivisto al rialzo a +11,7%, rispetto al +11,4% precedentemente reso noto.

Deciso il rallentamento degli ordini dei beni durevoli rispetto al mese precedente. Esclusa la componente dei trasporti, il trend è stato di una crescita dello 0,4%, rispetto al +1% atteso, e contro il +3,2% di luglio (dato rivisto al rialzo dal +2,6% comunicato in precedenza).