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Wall Street: crolli Snap (-23%) e Intel (-10,7%) rovinano la festa. Ma S&P 500 al nuovo record con +5% a ottobre

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Wall Street cauta, dopo aver dato ampia prova della sua resilienza e della sua voglia di correre ancora: nella sessione di ieri, lo S&P 500 ha testato infatti un record sia di chiusura che intraday, salendo per la settima sessione consecutiva. Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones sale dello 0,38% a 35.736 punti, mentre lo S&P testa nuovi massimi, pur con un guadagno contenuto, oscillando attorno a quota 4.553. Il Nasdaq cede lo 0,37% a 15.158 circa.

Tutti e tre gli indici azionari Usa si apprestano a concludere la loro terza settimana consecutiva di rialzi, che hanno permesso anche all'indice Dow Jones di toccare un nuovo record intraday all'inizio della settimana.

Nel mese di ottobre, tutti e tre i listini hanno guadagnato almeno il 5%.

Il titolo Tesla oggi estende i guadagni successivi alla pubblicazione della trimestrale - che ha messo in evidenza utili e un fatturato a livelli record - pari nella giornata di ieri a +3%. Le quotazioni del colosso produttore di auto elettriche balzano di oltre +1% portando la capitalizzazione del gigante vicino a $900 miliardi, tre volte tanto il valore di mercato di Toyota e il 35%, sottolinea Barron's, della capitalizzazione di tutti i produttori di auto del mondo.

"In un trimestre in cui ci aspettavamo un rallentamento, e per cui c'era la preoccupazione su come i margini dei profitti avrebbero performato, si puù dire che le società sono andate ancora molto bene", ha commentato Victoria Fernandez, responsabile strategist di mercato di Crossmark Global Investments.

Guardando alle novità delle ultime ore, Snap si conferma grande protagonista della sessione odierna:

il titolo della società dell'APP di messaggistica SnapChat crolla del 23% circa, all'indomani della pubblicazione dei risultati di bilancio relativi al terzo trimestre del 2021.
L'eps adjusted è stato pari a 17 centesimi, meglio degli 8 centesimi attesi; il fatturato è stato invece deludente, pari a $1,07 miliardi rispetto agli $1,10 miliardi attesi; gli utenti attivi giornalieri di tutto il mondo sono stati pari a 306 milioni, rispetto ai 301,8 milioni stimati.

Ad affondare il titolo sono state le dichiarazioni del ceo Evan Spiegel, che ha parlato dell'impatto, sul business di Snap, dei cambiamenti che Apple ha introdotto a favore della privacy degli utenti dei suoi iPhone. Il nuovo approccio di Apple sarà il seguente: gli utenti degli iPhone vedranno comparire sugli schermi dei loro smartphone finestre pop-up in ognuna delle APP che avranno deciso di utilizzare. I pop-up avvertiranno gli utenti che l'APP starà tracciando i loro dati per scopi pubblicitari, conferendo loro l'opzione di evitare il tracciamento.

Di questo ha parlato l'AD di Snap:

"Sebbene avessimo anticipato un certo grado di problemi al business, la nuova soluzione fornita da Apple non si è manifestata nel modo previsto, rendendo più difficile per i nostri partner pubblicitari riuscire a misurare e a gestire le loro campagne pubblicitarie su iOS".

Le dichiarazioni hanno avuto un effetto domino: a fronte del collasso delle quotazioni di Snap, i colossi dei social media rivali Facebook e Twitter hanno visto affondare i loro titoli di quasi il 7% nelle contrattazioni dell'afterhours di Wall Street, a conferma di come gli investitori abbiano paura che anche altri gruppi attivi nel settore possano soffrire l'impatto delle nuove norme sulla privacy firmate Apple.
Facebook e Twitter riducono le perdite: Facebook arretra di oltre il 5%, mentre Twitter perde più del 3%.

A capitolare è anche Intel, che ha sofferto le conseguenze della crisi globale dei chip. Il titolo soffre un tonfo di oltre il 10%. L'eps del colosso dei semiconduttori si è attestato a $1,71 su base adjusted, rispetto agli $1,11 per azione attesi. Il fatturato è stato pari a $18,1 miliardi, sempre su base adjusted, meno dei $18,24 miliardi stimati. Per il quarto trimestre, la blue chip ha detto di prevedere inoltre un giro d'affari attorno a $18,3 miliardi, meno dei $18,24 miliardi attesi dagli analisti.

Detto questo, parentesi Snap e Intel a parte, i dati confermano che la stagione delle trimestrali Usa sta andando alla grande.

Finora, stando ai numeri di Refinitiv, l'84% delle società che hanno comunicato i loro bilanci ha battuto le stime sull'eps. Sempre Refinitiv prevede per il terzo trimestre dell'anno una crescita dei profitti pari a +33,7%.