Notizie Notizie Italia Vertice storico del G7 con le Banche Centrali: alert su energia e inflazione

Vertice storico del G7 con le Banche Centrali: alert su energia e inflazione

26 Marzo 2026 10:05

Il G7 e le banche centrali fanno quadrato per affrontare gli shock economici derivanti dal conflitto Usa-Iran. E  così la Francia ha annunciato che convocherà lunedì una riunione del G7 con i ministri delle Finanze, i ministri dell’Energia e i funzionari delle banche centrali. “Per la prima volta in 50 anni ho deciso di convocare una riunione del G7 su Finanze, Energia e Banche Centrali”, ha spiegato il ministro dell’Economia francese Roland Lescure spiegando che sul tavolo “ci sarà la situazione economica attuale per capire cosa sta succedendo”, ha continuato. Stiamo assistendo a una convergenza di questioni energetiche, economiche e inflazionistiche. E’ la prima volta che lo facciamo con le banche centrali”.

Il nuovo contesto

Come sottolinea Pimco in un report, le banche centrali si trovano di fronte a un difficile compromesso tra pressioni inflazionistiche in aumento e rallentamento della crescita, con i mercati che stanno già inasprendo le condizioni finanziarie al loro posto.

“Riteniamo improbabile che le banche centrali adeguino le proprie politiche ai recenti cambiamenti delle aspettative di mercato sui tassi di riferimento. I rischi di recessione sono aumentati, mentre gli elevati livelli di debito sovrano limitano lo spazio per risposte fiscali, il che significa che gli shock potrebbero trasmettersi più direttamente alle famiglie vulnerabili, alle piccole imprese e ai mercati del credito”, spiega Andrew Balls, Global CIO Fixed Income di PIMCO

Non ci sono precedenti

Inoltre, si tratta di una situazione unica. Nel 2022, lo shock energetico derivante dalla guerra Russia-Ucraina si è scontrato con un’economia post-pandemica caratterizzata da domanda repressa, stimoli governativi e mercati del lavoro rigidi, amplificando l’inflazione. “Oggi, la politica fiscale è più restrittiva, i mercati del lavoro sono più flessibili e i tassi di politica monetaria sono già a livelli neutrali o restrittivi, riducendo il rischio di un’inflazione persistente”, spiegano gli analisti.

La stagflazione

“La crescita globale si è dimostrata più resiliente del previsto, nonostante una crescente divergenza sotto la superficie. Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un importante shock dell’offerta energetica globale che, se persistente, è probabilmente di natura stagflazionistica – spingendo l’inflazione verso l’alto mentre pesa sulla crescita. I prezzi dell’energia più elevati stanno accentuando le divisioni esistenti tra vincitori e perdenti – e ne stanno creando di nuove – tra Paesi, settori, imprese e famiglie”, spiega Pimco. Un contesto che necessita di una strategia su misura.

Tassi fermi fino a fine anno?

Al momento, i mercati prezzano la possibilità di un rialzo dei tassi verso fine anno. Per quanto riguarda la Bce, i tassi sono stati mantenuti invariati al 2%, con decisione unanime e in linea con le attese. Le nuove proiezioni macroeconomiche evidenziano una revisione al rialzo delle aspettative di inflazione per il 2026 (2,6% rispetto all’1,9% di dicembre) e al ribasso delle stime di crescita (0,9% contro l’1,2%). Sono stati inoltre delineati due scenari: uno “avverso”, con inflazione al 3,5% e interruzioni energetiche fino al terzo trimestre del 2026, seguite da una normalizzazione dei prezzi, e uno “critico”, con inflazione al 4,4% e impatti più persistenti su crescita e prezzi fino al 2027.

Scenario restrittivo

“Lagarde ha indicato come principali fattori di rischio i prezzi delle materie prime, i colli di bottiglia nelle supply chain e le aspettative di prezzo delle imprese. In questo contesto, i mercati iniziano a incorporare anche uno scenario più restrittivo per l’area euro, con la possibilità di rialzi multipli dei tassi nel corso dell’anno, fino a quattro interventi da 25 punti base”, spiega Intermonte