News Breaking news Vendite auto a due velocità: stagnanti in UE e UK, corre il resto del mondo

Vendite auto a due velocità: stagnanti in UE e UK, corre il resto del mondo

25 Novembre 2025 08:49

Secondo i dati diffusi stamattina dal’Acea, associazione dei costruttori europei, nel mese di ottobre sono state immatricolate in Europa Occidentale (UE+UK+EFTA) 1.091.904 autovetture con una crescita rispetto allo stesso mese del 2024 del 4,9% e con un calo rispetto alla situazione ante-pandemia, cioè al 2019, del 10,1%. Il consuntivo dei primi dieci mesi dell’anno chiude invece con 11.020.514 immatricolazioni e con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso dell’1,9%, ma con un calo rispetto alla situazione ante-crisi del 2019 di ben il 17,3%.

“E ciò mentre nel resto del mondo il mercato dell’auto ha già ampiamente superato i livelli ante-crisi. Le ragioni di questa situazione, come è ben noto, vanno ricercate nella politica per l’auto dell’Unione Europea e in particolare nei gravosi impegni imposti all’industria dell’auto in vista della transizione energetica, impegni di cui da più parti si sollecita una revisione significativa”, segnala il Centro studi promotor (Csp) sottolineando come “la situazione insoddisfacente del mercato dell’auto riguarda tutti i paesi dell’Europa Occidentale compreso il Regno Unito, che della UE non fa più parte, ma che continua a mantenerne gli orientamenti politici in materia di transizione energetica”.

Le ragioni di questa situazione, rimarcano da Csp, vanno ricercate nelle penalizzazioni imposte al settore dell’auto dalla politica per la transizione energetica dell’Unione Europea, politica che nessun paese del mondo al di fuori dell’Europa Occidentale ha mai pensato di adottare. A tutto ciò si aggiunge che i risultati ottenuti nella transizione all’auto elettrica non sono particolarmente significativi a parte pochi casi particolari come quello della Norvegia dove la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni ha toccato in ottobre il 97,4%, mentre all’estremo opposto della graduatoria si colloca l’Italia con il 5%.