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Variante Delta scombina i piani di Boris Johnson, slitta la riapertura. Analisti rimangono bullish sulla sterlina

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La variante Delta intralcia i piani della Gran Bretagna e oggi il premier britannico Boris Johnson è atteso annunciare che la fine delle restrizioni Covid sarà ritardata di diverse settimane a causa delle preoccupazioni per un rapido aumento delle infezioni. Secondo una road map delineata da Johnson a febbraio, il governo avrebbe dovuto revocare tutte le restrizioni dal 21 giugno, quando pub, ristoranti, locali notturni e altri luoghi di ospitalità avrebbero potuto riaprire completamente.
Ma nelle ultime settimane c’è stata una rapida crescita di nuovi casi causati dalla variante Delta, scoperta per la prima volta in India, che i funzionari sanitari ritengono essere il 60% più trasmissibile rispetto al precedente ceppo dominante. Ieri la Gran Bretagna ha registrato 7.490 nuovi casi di COVID e otto decessi, con nuove infezioni in aumento di quasi il 50% tra il 7 e il 13 giugno rispetto alla settimana precedente. I ricoveri sono aumentati del 15%. Johnson ha fatto intendere che si va verso il rinvio della riapertura totale parlando nei giorni scorsi di “seria preoccupazione” per l’aumento delle infezioni e dei ricoveri. “Stiamo continuando a guardare i dati, nessuna decisione finale è stata presa”, ha detto Johnson ai giornalisti. La stampa britannica parla di un possibile slittamento di ben quattro settimane.

La sterlina mette in standby il rally verso i top da Brexit 

Il Regno Unito a inizio anno ha avviato una campagna vaccinale anti Covid tra le più veloci al mondo e il recupero più veloce del previsto alimenta le speculazioni sul fatto che la Bank of England stia per prendere una svolta da falco. Sullo sfondo la sterlina sta ottenendo un nuovo rialzo dopo che ABN Amro, orso di lunga data, ha appena rivisto le sue previsioni sulla valuta inglese, così come Citigroup. Nomura e Societe Generale vedono la sterlina cancellare tutte le perdite post-Brexit entro fine anno.
L’economia britannica è vista espandersi del 6,2% quest’anno, secondo la media di 60 previsioni degli economisti compilate da Bloomberg. Gli investitori scommettono che la BoE sarà tra le prime a ritirare gli stimoli monetari straordinari e così la sterlina si avvicina però ai livelli visti l’ultima volta prima del voto sulla Brexit del giugno 2016. La sterlina ha mostrato una dinamica perlopiù laterale la scorsa settimana, sia contro dollaro, nel range 1,40-1,41 GBP/USD, sia contro euro, nel range 0,85-0,86 EUR/GBP, dando però segnali di debolezza. A sfavore della valuta britannica hanno agito sia alcuni dati, risultati più deboli del previsto, sia il montare dei contrasti tra Regno Unito e UE in merito al protocollo dell’Irlanda del Nord, in tema di “libere” importazioni di alcuni beni dal Regno Unito all’Irlanda del Nord, il cui termine scadrebbe il 30 giugno, tema che rimarrà ancora caldo nel breve. Oggi la sterlina è in calo e un eventuale rinvio contribuirebbe a mantenerla sulla difensiva afferma l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. In programma oggi anche un discorso di Bailey, da seguire per eventuali indicazioni sulle prossime mosse di policy. Successivamente, anche la sterlina sarà influenzata dall’esito del FOMC, di riflesso alla reazione del dollaro.
I mercati mostrano che gli analisti si aspettano che la BOE aumenti il suo tasso di interesse chiave all’inizio del 2023. In questo contesto, Georgette Boele, senior strategist presso ABN Amro ha rivisto le sue previsioni di fine anno per la sterlina a 1,40 dollari, da 1,32 dollari precedenti. La preoccupazione per i tori della sterlina è che la variante Delta altamente trasmissibile del coronavirus, identificata per la prima volta in India, sta portando a un aumento esponenziale dei casi. Le infezioni giornaliere sono salite al livello più alto da febbraio anche se sono state somministrate dosi sufficienti per il 52% della popolazione del Regno Unito, rispetto al 48% degli Stati Uniti e al 32% dell’Unione europea, secondo i dati Bloomberg. “Un’altra ondata di Covid potrebbe portare a una crescita più debole e a una riduzione delle aspettative di rialzo dei tassi”, ha detto Mike Riddell, money manager di Allianz Global Investors. “Sarei sorpreso se il mercato continuasse a prezzare completamente un aumento dei tassi alla fine del prossimo anno se il Regno Unito è di nuovo in isolamento, e questo dovrebbe spingere la sterlina più in basso a parità di condizioni”.