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Utilities di Piazza Affari: Enel e gli altri titoli pronti a giovarsi di risalita consumi elettrici e misure UE sulle rinnovabili 

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Segnali di ripresa dei consumi elettrici in Italia in corrispondenza con l’implementazione della Fase-2. I dati più aggiornati evidenziano un miglioramento con -8% a/a nell’ultima settimana e punte a -5% secondo i dati riportati da Quotidiano Energia sugli andamenti settimanali dei consumi elettrici.
Nell’ultima settimana i consumi elettrici sono quindi cresciuti del 4% rispetto alla settimana precedente. In particolare, mercoledì 20 maggio i prelievi totali sono stati in calo del 5,8% rispetto al 2019. Miglioramenti significativi rispetto al -18% (destagionalizzato) registrato ad Aprile, con il Nord Italia a -20%.

Nel 2009, l’anno di maggiore contrazione dei consumi elettrici, il calo era stato del 5,7%. Gli analisti di Equita rimarcano come sarà importante verificare nelle prossime settimane quale accelerazione avrà la ripresa dei consumi come indicazione dell’andamento del PIL.

Quattro titolo sensibili alla risalita dei consumi energetici

La ripresa della domanda elettrica, del prezzo del gas e dell’energia elettrica è importante soprattutto per le stime sul 2021/22 (le vendite sul 2020 sono in gran parte coperte da hedging). Nel settore utilities, rimarca Equita, i titoli più esposti sono A2a (powergen vale il 20/22% dell’EBITDA ed il 2021 è coperto per meno del 20%), Iren (22% EBITDA), Erg (100% EBITDA) ed Enel (8%-10% EBITDA incluso il retail in Italia).

Spazio al green nel nuovo EU Recovery Package

Sguardo anche agli interventi a favore delle rinnovabili. Bruxelles pubblicherà il 27 maggio il nuovo EU Recovery Package, il cui scopo potrebbe essere quello di includere il Green Deal introducendo anche ulteriori misure a favore del settore rinnovabili che andranno a confermare il commitment dell’UE allo sviluppo del settore, dell’elettrificazione e della mobilità a zero emissioni. Anche in questo caso Equita fa una cernita dei titoli maggiormente sensibili sul fronte green:
– Maggiori esposizioni per Enel, Erg, Falck, Terna (investimenti nella rete). 
– Esposte per la distribuzione elettrica anche Acea (40% dell’EBITDA) ed in misura minore Iren ed A2a.
– Lo sviluppo dell’idrogeno potrebbe essere un catalyst positivo per Snam (in misura minore Italgas).