Usa, richieste di mutui in calo del 10,5% in una settimana: il tasso fisso trentennale è salito al 6,43%
La scorsa settimana, i tassi dei mutui hanno registrato un incremento significativo, raggiungendo livelli che non si vedevano dall’autunno scorso. Questo aumento ha avuto un impatto diretto sulla domanda di mutui, che ha subito un calo del 10,5% rispetto alla settimana precedente, come evidenziato dall’indice destagionalizzato della Mortgage Bankers Association.
Il tasso di interesse medio per i mutui a tasso fisso trentennale è salito al 6,43%, rispetto al 6,30% della settimana precedente. Joel Kan, vicepresidente e vice capo economista della MBA, ha commentato: “La minaccia di prezzi del petrolio elevati per un periodo prolungato ha continuato a mantenere alti i rendimenti dei titoli del Tesoro, e i tassi dei mutui hanno chiuso la scorsa settimana in rialzo. Il tasso fisso trentennale è salito al 6,43%, oltre 30 punti base in più rispetto alla fine di febbraio e al livello più alto dall’ottobre 2025”.
La domanda di rifinanziamento, che aveva visto una crescita sostenuta solo pochi mesi fa, è calata del 15% nella settimana, anche se rimane superiore del 52% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando il tasso fisso a 30 anni era più alto di 28 punti base. La quota di rifinanziamenti sul totale delle richieste di mutuo è scesa al 49,6%, un calo significativo rispetto al 60% registrato a metà gennaio.
Per quanto riguarda le richieste di mutuo per l’acquisto di una casa, si è osservato un decremento del 5% durante la settimana, con un aumento marginale del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo scenario evidenzia come l’aumento dei tassi stia influenzando non solo il mercato dei rifinanziamenti, ma anche quello delle nuove acquisizioni immobiliari, con potenziali implicazioni sulle prospettive future del settore.