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L’uomo più ricco della Cina

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Era il 2004 e Huang Guangyu, imprenditore di 36 anni, ossia l’uomo più ricco della Cina secondo la classifica stilata dalla rivista China Euromoney si faceva conoscere al mondo grazie alla sua intraprendenza e al suo patrimonio, valutato dalla rivista in 1,3 miliardi di dollari.

La stampa cinese raccontava che, quando aprì con il fratello il suo primo negozio in una cittadina della Mongolia Interna, non aveva in tasca più di 4000 yuan, cioè circa 400 euro. Due anni dopo, nel 1987, Huang era in grado di aprire il suo primo negozio di elettrodomestici all’ ingrosso in un quartiere centrale di Pechino, arrivando nel 2004 con la sua catena GoMe a coprire un terzo del crescente mercato cinese.

Huang Guangyu che ha incarnato il sogno della maggior parte dei cinesi, ossia quello di diventare immensamente ricchi partendo da zero, è stato arrestato alla fine di dicembre dello scorso anno e il 7 gennaio di quest’anno e’ stata tratta in custodia anche sua moglie Du Juan, 36 anni che era la direttrice esecutiva della GoMe.

Un paio di giorni fa anche Lian Chao, imprenditore di Macao proprietario di un casinò galleggiante, il Neptune, è stato arrestato per complicità con Huang Guangyu, accusato di irregolarità in Borsa e di aver corrotto alcuni funzionari pubblici.

Secondo fonti cinesi il vizio del gioco d’ azzardo sarebbe stato alla base delle difficoltà di Huang dato che si sarebbe recato dieci volte sulla Neptune, che e’ normalmente frequentata da alti funzionari cinesi. Anche per loro sarà difficile continuare a divertirsi dopo che il vicesegretario della Commissione di disciplina del partito comunista del Guangdong, Zhao Zhenhua ha dichiarato al ChinaDaily che 53 responsabili della provincia, una delle più prospere del paese, vicina ad Hong Kong e Macao, sono stati arrestati con l’accusa di malversazione e alcuni già condannati a pesantissime pene detentive. Secondo il quotidiano Southern Metropolis News, settimana scorsa Chen Zhiqiang, un funzionario comunista della città di Foshan, è stato condannato al carcere a vita per essersi impossessato illegalmente e aver perduto al gioco 13 milioni di yuan di fondi pubblici, tra il 2005 e il 2006.

Perché sui giornali cinesi le condanne sono il tema del momento ? Circa 600 mila lavoratori migranti hanno lasciato nel 2008 la provincia cinese di Guangdong, nel Sud del paese, soprannominata l’ “officina del mondo”, a causa della crisi economica mondiale e della chiusura degli impianti. Dal 26 al 30 di questo mese, con la fabbriche e con la borsa cinese chiusa, milioni e milioni di lavoratori lasceranno i luoghi di produzione per tornare nelle campagne a festeggiare l’anno nuovo cinese. A molti di loro verrà chiesto di non ritornare.

Huang Guangyu, ossia l’ex uomo più ricco della Cina rappresentava un sogno. Chi sta sognando di giocarsi i miliardi di dollari che il governo sta per riversare a pioggia sul paese per cercare di mitigare gli effetti della crisi, o semplicemente di arricchirsi con essi è stato avvisato.
E chi, complice la crisi, si sta organizzando per far pagare ai consumatori il proprio arricchimento, magari adulterando alimenti e merci non potrà ignorare i recentissimi 60 arresti per lo scandalo del latte contaminato con la melamina, sostanza chimica ricca di azoto che fa sembrare un prodotto più ricco di proteine, anche se diluito con acqua. Ventuno delle persone arrestate per “produzione e vendita di prodotti alimentari tossici e pericolosi” sono già comparse davanti a un tribunale, tra cui l’ex patron della Sanlu, la principale azienda sotto accusa per lo scandalo, secondo un comunicato del ministero della sicurezza pubblica.

I verdetti non sono stati ancora annunciati, ma alcuni degli accusati rischiano l’ergastolo o la pena di morte.

Probabilmente Huang Guangyu sulla nave da gioco non ha nemmeno perso denaro e in ogni caso è improbabile che abbia potuto intaccare la sua fortuna con un pugno di scommesse. Forse ha solo avuto la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Roberto Malnati