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Un anno di Gubitosi in Telecom, l’AD pensa alla stretta finale su rete unica

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Il cda per l’approvazione del bilancio 2019 di Telecom Italia è in agenda il prossimo 10 marzo 2020, quando arriverà anche l’aggiornamento del piano strategico, ma il gruppo tlc può già trarre le prime conclusioni. Le operazioni su Inwit e la joint venture con Santander nel credito al consumo sono tra i principali traguardi raggiunti dall’AD Luigi Gubitosi nel suo primo anno alla guida del gruppo in quanto contribuiranno in larga misura alla riduzione del debito del gruppo di circa 3 miliardi di euro. La riduzione del debito è tra le priorità del gruppo, come sottolineato dallo stesso Luigi Gubitosi in un’intervista a Il Sole 24 Ore.  
Nel dettaglio l’accordo con Vodafone sulle torri di Inwit permetterà di tagliare circa 1 miliardo e mezzo l’indebitamento e altri 500 milioni arriveranno dall’intesa sul credito al consumo con il Santander. Dalla riduzione organica, invece, nel 2019 sono attesi 1,2 miliardi di debito in meno. Dopo soltanto un anno siamo già a metà strada. Luigi Gubitosi sottolinea che i tassi di interesse bassi fanno bene al gruppo. TIM quest’anno risparmierà oltre 100 milioni. “Lo scenario è positivo sia perché ad ogni scadenza di prestiti li negoziamo a condizioni migliori, sia perché a causa dei tassi d’interesse negativi su molti bond, buona parte della liquidità mondiale sta andando verso investimenti alternativi a condizioni molto interessanti”.

L’amministratore delegato di TIM ha poi evidenziato che per continuare a generare cassa e redditività è necessario continuare ad aumentare l’efficienza del gruppo.

Luigi Gubitosi: “Sinergie importanti da accordo con Vodafone”

Tornando all’operazione Inwit, Luigi Gubitosi è sicuro che “post-fusione darà grandi vantaggi economici derivanti dalle sinergie con Vodafone, accelererà lo sviluppo del 5G di qualche anno e sarà parte fondamentale dell’infrastruttura tecnologica del Paese, che vogliamo sia tra le più avanzate al mondo”. I progetti sul 5G sono ancora agli inizi, con investimenti ingenti considerando anche le prospettive. “Il nostro – aggiunge Gubitosi – è un settore ad alta intensità di capitale e questo spiega la necessità di progetti condivisi. Le prospettive saranno positive in funzione di quanto sapremo approfittare dell’evoluzione tecnologica per rafforzare la nostra posizione competitiva. Siamo partiti bene, ma abbiamo fatto solo il primo tratto di una lunga maratona”.

ROME, ITALY – MAY 14: Luigi Gubitosi attends the A-Words at Ara Pacis on May 14, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images for Lega Serie A)

Avamposto tecnologico grazie a rete di partnership

Il futuro di TIM è legato alla capacità di intercettare al meglio l’evoluzione tecnologica in atto e rafforzare la posizione competitiva del gruppo. Luigi Gubitosi vede Tim come virtuale “finestra dell’Italia sul mondo in campo tecnologico” grazie anche alla rete di alleati, partner, fornitori, studiosi che la società sta organizzando. “L’evoluzione tecnologica sta accelerando e i cambiamenti saranno sempre più significativi, non possiamo permetterci di rimanere indietro né per quanto riguarda la rete nazionale in fibra né nell’intero settore delle telecomunicazioni, in cui il nostro Paese ha sempre avuto un ruolo d’avanguardia.
In tal senso nel 2020 verrà aperto un ufficio in Silicon Valley, nel cuore dell’innovazione tecnologica mondiale. “Stiamo lavorando per dotare l’Italia di una infrastruttura avanzata, per questo abbiamo stretto un’alleanza strategica e industriale con Google cloud”, asserisce Gubitosi che vede nel 2020 iniziare a concretizzarsi la convergenza tra telecomunicazioni e contenuti, attesa da anni. 

Rete unica, Luigi Gubitosi ritiene che occorra ‘equilibrio’ su tre elementi   

Tra gli obiettivi a cui Luigi Gubitosi è al lavoro c’è quello legato ai data center. Per la rete di server che consentono di immagazzinare e rielaborare dati dei clienti ad una velocità fino ad ora difficilmente immaginabile la strategia di valorizzazione sarà simile a quella prevista per Inwit e non è esclusa una loro quotazione in Borsa.
La sfida più probante è però quella sulla rete unica. “Le reti devono soddisfare le esigenze dei clienti e solo un operatore integrato può conoscere veramente di cosa ha bisogno il cliente finale. Basta vedere che dove non c’è Tim le diseguaglianze nell’accesso alla rete si riducono più lentamente rispetto alle aree dove Tim può operare liberamente”, argomenta Gubitosi che in merito alle trattative complesse con Open Fiber ritiene che occorra “trovare un equilibrio su tre elementi: il valore da attribuire agli asset, gli impegni da prendere con il Paese sugli investimenti e quelli con le autorità regolamentari. Sono convinto che è possibile riuscirci, altrimenti sarebbe un’occasione persa. Non solo per le parti in causa ma, ancora di più, per il Paese”.
Luigi Gubitosi si è infine soffermato sullo sviluppo internazionale del gruppo in sud America attraverso Tim Brasil. Il gruppo vuole partecipare come protagonista al processo di consolidamento nel caso si presentasse un’opportunità ritenuta interessante. In merito alla governance il manager ha confermato gli ottimi rapporti con i francesi di Vivendi e la Cdp, azionista di peso ma non presente nel consiglio di amministrazione.