Ubs: utili trimestrali oltre attese, +22% per dividendo
Ubs ha annunciato ha registrato un utile superiore alle aspettative nel quarto trimestre 2025, con la banca che ha annunciato un buyback da 3 miliardi di dollari per il 2026. Nel dettaglio, l’istituto bancario svizzero ha terminato l’ultimo trimestre dell’anno con un utile netto che è balzato del 56% su base annua a 1,2 miliardi di dollari rispetto a una stima di 967 milioni del consensus Bloomberg. L’utile per azione diluito è stato pari a 0,37 dollari, in crescita del 61% su base annua, i ricavi sono invece saliti del 4% a 12,145 miliardi. L’istituto finanziario svizzero ha indicato i suoi obiettivi finanziari per il 2028, con un rendimento del capitale Cet1 di circa il 18% e un rapporto costi/ricavi di circa il 67% a livello di Gruppo.
Per l’esercizio finanziario 2025 il consiglio di amministrazione della banca elvetica intende proporre agli azionisti un dividendo di 1,10 dollari per azione, in aumento del 22%, soggetto ad approvazione da parte dell’assemblea generale ordinaria, programmata per il 15 aprile 2026. Il dividendo sarà pagato agli azionisti registrati il 22 aprile 2026. Ubs prevede per l’anno in corso di accumulare un aumento di circa il 15% del dividendo per azione e intende riacquistare azioni proprie per 3 miliardi di dollari.
“La loro entità dipenderà dai chiarimenti circa il futuro regime regolamentare in Svizzera, nonché dalla nostra performance finanziaria e dal mantenimento di un coefficiente patrimoniale Cet1 di circa il 14% -chiarisce Ubs in una nota -. Per il periodo successivo al 2026 intendiamo proseguire nell’attuazione di una politica dei dividendi progressiva, affiancata da riacquisti di azioni che saranno calibrati in funzione dei nostri risultati finanziari, del nostro coefficiente patrimoniale e dell’esito finale e della tempistica di attuazione del nuovo regime regolamentare in Svizzera”.
Guardando alle prospettive per il 2026, la banca precisa che “le condizioni di mercato rimangono ampiamente favorevoli all’inizio del 2026”, ma avverte che “le continue incertezze geopolitiche ed economiche significano che il sentiment può cambiare rapidamente e innescare picchi di volatilità che influenzano i livelli di attività della clientela istituzionale e aziendale”.