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Tweet Maria Bartiromo: ‘Trump sta guardando ad alcune società cinesi quotate su Nyse e Nasdaq’

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Maria Bartiromo, volto storico della giornalismo finanziario in Usa, ha pubblicato un post su Twitter in cui cita alcune dichiarazioni che Donald Trump ha rilasciato alla Fox News, nel corso di un’intervista registrata.

“Donald Trump – si legge nel tweet – mi ha riferito che starebbe guardando ad alcune società cinesi quotate sul Nyse e sul Nasdaq, che non seguono le regole contabili Usa”. Trump, fa notare Maria Bartirono, ha già ritirato i fondi dal Thrift Fund.

Il tweet, in lingua originale, è il seguente: “This morning – ⁦@MorningsMaria⁩ ⁦@FoxBusiness⁩ ⁦@POTUS⁩ ⁦@realDonaldTrump⁩ tells me he is “looking at” Chinese companies that trade on ⁦@NYSE⁩ ⁦@Nasdaq⁩ but they do not follow US accounting rules. He already pulled $ from Thrift fund”.

Riguardo al Thrift Fund, si tratta del fondo pensione federale Usa oggetto di diversi rumor circolati nei giorni scorsi, secondo cui Trump starebbe pensando di vietare al fondo di investire in un fondo internazionale che replica l’MSCI All-Country World Index, l’indice di riferimento dell’azionario globale di cui fa parte anche la borsa cinese.

Lo stop si spiega con la strategia anti-Cina che Donald Trump ha tutta l’intenzione di portare avanti in vista delle elezioni presidenziali Usa. Una strategia che ha il suo perno nell’accusa secondo cui la Cina sarebbe responsabile a suo avviso di aver infettato il mondo intero con il coronavirus.

L’amministrazione Usa ha già detto di essere in possesso di prove cruciali che dimostrerebbero come la pandemia avrebbe avuto origine nell’istituto di virologia di Wuhan, l’epicentro del virus che ha infettato la Cina e tutto il mondo.

Circolato nei giorni scorsi anche il rumor bomba, riportato dal Washington Post, secondo cui alcuni funzionari della Casa Bianca starebbero considerando di compensare il costo che gli Usa hanno sostenuto e stanno sostenendo nella battaglia contro il coronavirus con la cancellazione di una parte o di tutti i debiti che Washington ha nei confronti della Cina. Debiti che ammontano a 1,1 trilioni di dollari. Una mossa boomerang, come ha fatto notare in un articolo Matteo Giovannini, professore di finanza presso ICBC a Pechino ed esponente della task force cinese presso il MISE, visto che “un’eventuale cancellazione del debito che gli Usa devono restituire a Pechino potrebbe portare la Cina a velocizzare il taglio delle quote che detiene nei Treasuries Usa: una decisione che il paese ha in realtà già preso l’anno scorso, quando il Giappone è diventato il principale creditore dei titoli di Stato Usa”.