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Tre mosse per chiudere la partita EdF-Edison

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Governi, banche e advisor preparano un piano per chiudere in tre mosse la partita a scacchi sul futuro di Edison e portare Mediobanca ed Aem Milano nel capitale di Foro Bonaparte a fianco di Edf. Con in tasca un piano di riserva con le Fondazioni pronte a scendere in campo in caso di fallimento di queste trattative. I contatti tra le parti sono decollati dopo la benedizione del tavolo politico tra Roma e Parigi la scorsa settimana. E malgrado le scaramucce legali la situazione sembra destinata a sbloccarsi in tempi brevi. Il progetto, che sarà domani al centro del primo vertice tra Piazzetta Cuccia, Aem ed Edf, si articola in tre passaggi destinati tra l’altro a togliere le castagne dal fuoco a Fiat e banche, disinnescando la mina di svalorizzazione dei loro put. Il primo passo è la firma di un’intesa di massima per la divisione del capitale di Italenergia tra Italia e Francia. Con Mediobanca e municipalizzate da una parte, Edf e un istituro transalpino dall’altra. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli in modo che non scatti l’obbligo di Opa. Siglato l’accordo scatterebbe la fase due: Edf eserciterebbe la put al valore pieno previsto dai contratti. La terza fase prevede l’ingresso di Aem Milano e Mediobanca ad un prezzo calcolato sulla base del valore reale degli asset della holding. Fuori dalla partita Asm Brescia, penalizzata dalla presenza di Endesa nella sua cordata.