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TLTRO: banche italiane fanno incetta di liquidità BCE a tassi negativi. Con carry trade effetto positivo sui BTP

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Corsa delle banche dell’area euro per accaparrarsi i prestiti a lungo termine della Bce a tassi agevolati, i cosiddetti TLTRO: la crisi coronavirus COVID-19 ha spinto diversi istituti di credito a bussare alla porta della banca centrale, che ha erogato finanziamenti per un valore totale record di 1.308,43 miliardi di euro, con scadenza a tre anni (1.099 giorni di maturazione).
Le condizioni offerte dalla Bce sono state più che allettanti, in quanto hanno consentito alle banche di accedere a prestiti con scadenza a tre anni a tassi bassi fino a -1%.

Sono state in tutto 742 le banche dell’Eurozona che hanno partecipato all’asta TLTRO.
Immediato l’effetto sulla carta italiana, con i tassi sui BTP decennali che sono scesi, dopo la diffusione dei risultati dell’operazione, all’1,33%, nuovo minimo dalla fine di marzo.
Giù anche i tassi sui BTP a due anni, in calo fino al minimo intraday dello 0,12%.
Oltre ai BTP, gli acquisti hanno interessato anche i bond spagnoli e portoghesi, che hanno visto i rendimenti scendere anch’essi ai valori più bassi da marzo.
Da segnalare che i finanziamenti che la Bce eroga attraverso le operazioni di TLTRO offrono alle banche l’opportunità del carry trade, ovvero di poter utilizzare i prestiti che ricevono per acquistare asset che presentano rendimenti più alti, come i BTP italiani.

JP Morgan AM: BTP asset più ovvio per parcheggiare soldi in eccesso

Tra l’altro, intervistato da Reuters,  Seamus Mac Gorain, responsabile della divisione dei tassi globali presso JP Morgan Asset Management, ha commentato che, per gli investitori, i BTP “sono l’asset più ovvio dove parcheggiare il cash in eccesso”. Ma è anche vero, ha precisato Mac Gorain, che, “visto che ci si indebita a -1%, qualsiasi asset a breve termine offre un rendimento”.
Detto questo, di norma le operazioni di carry trade tendono a tradursi soprattutto in acquisti di titoli di stato dei paesi periferici dell’area euro.
Non per Nordea, però, almeno in questo caso, visto che gli analisti credono che la domanda per i prestiti della Bce sosterrà in particolare i bond governativi semi-core – come quelli per esempio del Belgio, che beneficiano di rating particolarmente alti ma presentano rendimenti più elevati rispetto a quelli tedeschi -. Per Nordea la liquidità aspirata dalla Bce farà scendere, inoltre, i tassi interbancari ESTR e i tassi Euribor a 6 e 12 mesi.
Alle banche italiane dovrebbe spettare una buona fetta dei finanziamenti a tassi ultra agevolati, come risulta da un sondaggio de Il Sole 24 Ore, secondo cui, tra i principali istituti di credito italiani la cifra potrebbe anche raggiungere e superare stavolta i 200 miliardi.
Alcuni istituti hanno già diffuso i dati sui finanziamenti raccolti con la partecipazione all’asta.
UniCredit, in particolare, ha partecipato all’asta  TLTRO III della Banca Centrale Europea, con l’assegnazione di 94,3 miliardi di euro a livello di Gruppo, in linea con l’importo massimo richiedibile. Nel dettaglio l’ammontare è così ripartito: 51,3 miliardi UniCredit Spa, 25,7 miliardi UniCredit Bank AG, 15,4 miliardi UniCredit Bank Austria AG, 1,9 miliardi alle banche della CEE.
Intesa Sanpaolo ha partecipato alla quarta operazione di finanziamento Tltro III da parte della Bce per un ammontare pari a circa 35,8 miliardi, portando così il totale delle operazioni di finanziamento Tltro III a circa 70,9 miliardi, nell’ambito di un importo massimo richiedibile che – a seguito dei provvedimenti emanati dalla Bce nel mese di marzo – è aumentato a circa 90,2 miliardi.
La banca guidata da Carlo Messina ha ricordato che il prossimo 24 giugno – data di regolamento della quarta operazione Tltro III, scadranno il residuo delle operazioni Tltro II e, senza essere rinnovata, la seconda operazione settimanale di finanziamento Ltro, cui il gruppo aveva partecipato. Conseguentemente, a tale data saranno in essere circa 70,9 miliardi di operazioni di finanziamento con Bce, interamente costituite da Tltro III.
Sono state soprattutto le banche italiane e spagnole a fare incetta della liquidità offerta dalla Bce a tassi negativi.
Banco de Sabadell ha chiesto 27 miliardi di euro, di cui una parte senvirà a rifinanziare i 13,5 miliardi di euro che ha ricevuto nelle precedenti aste, a tassi ancora più convenienti. Banco Banco Bilbao Vizcaya Argentaria ha chiesto 21 miliardi di euro, raggiungendo il massimo di 35 miliardi di euro accessibili e rifinanziando 7 miliardi di euro. Banco Santander non ha diffuso la cifra che ha ricevuto.