Titolo Leonardo sotto la lente di JPMorgan post conti e nuova era Mariani. Come cambiano le stime e tp
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Leonardo finisce sotto la lente di JPMorgan a distanza di una settimana dalla presentazione dei conti del primo trimestre e dell’inizio ufficiale dell’era di Mariani alla guida del gruppo.
Nel report che porta la data di oggi gli analisti della banca d’affari Usa hanno rivisto al rialzo le stime, ma hanno al tempo stesso tagliato il target price del titolo dell’ex Finmeccanica che resta, però, “tra i preferiti nel settore della difesa europea”.
I conti del primo trimestre
“Ottimi risultati per il primo trimestre 2026 e potenziale rialzo delle previsioni per l’esercizio 2026“, commentano gli esperti di JPMorgan dopo la pubblicazione dei conti lo scorso 6 maggio e il più recente roadshow con il direttore finanziario di Leonardo, Giuseppe Aurillo. Nel dettaglio, Leonardo ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi in crescita a 4,4 miliardi di euro e un portafoglio ordini a 57 miliardi, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita che riguarda tutti i settori di business. L’indebitamento netto è invece aumentato a 3 miliardi (+44%), incremento sul quale ha inciso l’acquisizione del business Iveco Defense (da 1,6 miliardi).
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“Leonardo ha riportato un Ebita del primo trimestre 2026 superiore del 10% rispetto al consensus elaborato dalla società. L‘amministratore delegato uscente Roberto Cingolani ha dichiarato che avrebbe voluto aumentare le previsioni per l’esercizio 2026, ma che la decisione spetterà al nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani “, si legge nel report di JPMorgan, secondo i quali Leonardo potrebbe aumentare le previsioni nei prossimi anni grazie ad alcuni temi interni (margini restano al di sotto di quelli dei competitor a parità di perimetro)ma anche all’esposizione ai mercati della difesa di Stati Uniti e Medio Oriente, dove i budget sono probabilmente migliori rispetto a quanto attualmente previsto nelle stime della banca d’affari.
Stime in aumento
Leonardo ha completato l’acquisizione di IDV lo scorso 18 marzo e consoliderà a partire dal primo aprile. JPMorgan si sofferma su alcuni punti. “Nel 2026 i primi nove mesi di IDV contribuiranno con un fatturato pari a 1,1 miliardi di euro, con un Ebita di 120 milioni e a un free cash flow (Fcf) di 220 milioni. Come molte aziende del settore della difesa, il Fcf di IDV è spesso negativo nel primo trimestre”.
Il broker Usa ha poi ipotizzato che Leonardo mantenga il 100% di IDV in futuro. Tuttavia, il gruppo guidato ora da Mariani è in trattative per la vendita del segmento di veicoli militari di IDV a Rheinmetall. Una decisione verrà presa nei prossimi mesi, soggetta all’esito delle trattative e alle questioni legate all’Antitrust. “Se la vendita a Rheinmetall non dovesse essere completata, Leonardo potrebbe vendere l’attività di veicoli militari a un altro gruppo o mantenerla. Se il ramo d’azienda dei camion venisse ceduto, potremmo dovere rivedere al ribasso le nostre stime sull’utile per azione (EPS) di qualche punto percentuale per riflettere tale operazione”, precisano da JPMorgan.
JPMorgan ha inoltre rivisto al rialzo le stime sull’Eps 2026 (sale da 2,20 a 2,31 euro, +4,8%) e quello 2027 con gli utili che salgono da 2,66 a 2,82 euro (+6,1%).
Nuovo target price a 70 euro
La banca d’affari ha messo mano al target price di Leonardo, che passa da 77 a 70 euro (implica in ogni caso un upside del 40% nei prossimi mesi). Una mossa che arriva dopo l’aggiornamento della SOTP (somma delle parti) del gruppo, che include due novità. La prima, include l’acquisizione di IDV (al 100%), e considera il fatto che Leonardo possa aumentare il valore del business nei prossimi due anni. La seconda riguarda, invece, l’introduzione di uno sconto del 10% legato ai problemi di governance.
“Il nuovo a.d. di Leonardo ha un curriculum eccellente e crediamo che svolgerà un buon lavoro alla guida dell’azienda. Tuttavia, le discussioni con gli investitori suggeriscono che non è stato apprezzato il ruolo svolto dal governo italiano nel cambio al vertice. Se Mariani otterrà buoni risultati e agirà nell’interesse degli azionisti istituzionali, saremmo certamente disposti a rimuovere lo sconto del 10% in futuro“, concludono da JPMorgan.