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Telecom Italia, Palazzo Chigi non ci sta

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La preoccupazione che Telecom Italia finisca in mani straniere, per la precisione in mani americane, ha subito pervaso il mondo politico e il governo in primis. "Grandissima preoccupazione", è questa la prima reazione del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, alla notizia dell'offerta avanzata da AT&T e da American Movil per un terzo ciascuna di Olimpia, holding di controllo di Telecom Italia. "Il ministro Gentiloni, così come il vertice del Governo - si legge in una nota di palazzo Chigi - sono stati informati solo nel pomeriggio di domenica della riunione straordinaria del Cda di Pirelli, convocata per valutare le offerte di acquisto di Olimpia. Il Governo seguirà con grande attenzione l'evolversi della situazione". La nota del governo mette in risalto come Gentiloni avesse già avvisato nei giorni scorsi che il governo non poteva essere indifferente al destino della rete Telecom, in quanto "non replicabile e strategica e a cui il Paese non può rinunciare". Di parere opposto il presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Daniele Capezzone. "Sono esterrefatto per le prime dichiarazioni politiche e di Governo che leggo sulla vicenda Telecom", ha dichiarato Capezzone aggiungendo: "Dico alla politica e al Governo: giù le mani dal mercato, lasciamo che le forze del mercato possano agire e interagire senza interferenze politiche. E basta con i cori contro lo straniero, che in Italia non hanno mai procurato nulla di buono".