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Telecom Italia verso un trimestre debole, ma con nuovo piano potrebbe rispuntare il dividendo

QUOTAZIONI Telecom Italia
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In arrivo, tra un paio di settimane, lo strategy day di Telecom Italia. Secondo le indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa, il cda dovrebbe riunirsi per l’aggiornamento della strategia aziendale il 6 oppure l’8 novembre, in quanto il 7 novembre il board di Tim dovrà esaminare i risultati del terzo trimestre 2019. Il nuovo piano, la cui presentazione è prevista tra febbraio e marzo del prossimo anno, si concentrerà sulla riduzione dell’indebitamento e sul miglioramento della redditività, con l’obiettivo di ripristinare la distribuzione dei dividendi.
Per i riscontri del terzo trimestre, stando a quanto riporta Il Messaggero, i numeri dovrebbero evidenziare una nuova contrazione del business.  E in Borsa il titolo oggi arretra segnando oltre -1%.

Tutti i dossier aperti

Durante la giornata di update della strategy, secondo quanto riferiscono le fonti, si parlerà dell’avanzamento dei progetti straordinari, primo fra tutti l’integrazione con Open Fiber. A tal riguardo Reuters riporta che alcuni fondi infrastrutturali, tra cui Macquarie e Gic, sarebbero stati invitati da Tim a investire in Open Fiber, nell’ambito di un progetto di integrazione fra le due reti in fibra che dovrebbe prendere corpo l’anno prossimo. I fondi infrastrutturali (circa 15, tra cui anche Brookfield e Ardian) starebbero firmando o valutando di firmare un accordo di riservatezza.

Lo scorso giugno Telecom, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ed Enel hanno sottoscritto un accordo di confidenzialità volto ad avviare un confronto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti di Tim e Open Fiber, anche attraverso operazioni societarie. Negli ultimi mesi l’ad di Tim, Luigi Gubitosi ha potuto portare avanti i lavori, approfittando di un clima più sereno tra i soci Vivendi (primo azionista con il 23,9% del capitale) ed Elliott (terzo socio con il 9,8% delle quote). Questo grazie anche alla mediazione di Cdp (secondo azionista con il 9,9%), che controlla Open Fiber pariteticamente con Enel e punta alla creazione della rete unica.
Resta da definire la modalità di esecuzione del progetto, ma nel frattempo le parti starebbero convergendo sulla valutazione di Open Fiber, tra i 4 e i 5 miliardi. Il Messaggero di oggi riporta l’opzione che Telecom e la cordata dei fondi potrebbero avere una partecipazione tra il 35% e il 40% ciascuno nella newco derivante dalla fusione di Open Fiber con Flash Fiber (Tim-Fastweb), mentre la restante quota rimarrebbe nelle mani di Cdp.
Il cda di Telecom potrebbe esaminare anche l’idea di separare le attività dei 23 data center e quotarle in un secondo momento su Borsa Italiana. Lo spin off e la successiva Ipo (prevista nel secondo semestre del 2020) consentirebbe al gruppo di ottenere circa un miliardo. In pratica, il piano replicherebbe quello che Telecom ha già effettuato con le sue torri wireless, trasformandole in una nuova società chiamata Inwit e poi quotata su Borsa Italiana nel giugno 2015. Sono attesi anche aggiornamenti riguardo all’operazione di aggregazione tra le torri di Inwit e Vodafone, e alla scelta del partner per la joint venture nel credito al consumo.

Attesi risultati incoraggianti nel 3Q

“Un cda unito a sostegno del ceo nella strategia aziendale può tradursi in una visibile accelerazione dei dossier ancora aperti” affermano gli analisti di Mediobanca sottolineando che “l’ordine del giorno è pieno: l’accordo sulle torri (che si tradurrà in una riduzione del debito di 1,4 miliardi di euro per Tim), colloqui in corso con Open Fiber (la stampa ipotizza 15 fondi infrastrutturali interessati e il governo ha recentemente sostenuto un’integrazione), la conversione delle azioni di risparmio, un potenziale accordo sui data center, una JV sul credito al consumo e il potenziale consolidamento del settore in Brasile (dove Telecom è presente tramite la controllata Tim Brasil)”.
Mediobanca si è ancora espressa riguardo ai conti del terzo trimestre in arrivo il prossimo 7 novembre: “crediamo che i risultati del terzo trimestre confermeranno la solidità del piano industriale, insieme alla riduzione dell’indebitamento che potrebbe accelerare. I dati di consensus a medio termine potranno essere rivisti, soprattutto se l’andamento della top-line migliorerà l’anno prossimo”.
Gli analisti di Piazzetta Cuccia confermano il rating Outperform su Telecom Italia con target price a 0,76 euro per azione. Il prezzo obiettivo, spiegano, “non comprendo la possibile attuazione degli suddetti accordi, che può tradursi in un ulteriore vantaggio per le quotazioni in Borsa”.

Analisti vedono spazio per ulteriori rialzi

Attualmente il target price medio a 12 mesi indicato dal consensus Bloomberg è di 0,63 euro per azione: si tratta del 19% sopra la valutazione attuale del titolo Telecom Italia. Quanto alla view, 16 sono gli analisti che raccomandano l’acquisto (Buy), pari al 61,5% del totale, mentre 5 consigliano di mantenere le azioni in portafoglio (Hold) e 5 suggeriscono la vendita (Sell).