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La speculazione tiene in pugno il petrolio

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I mercati petroliferi hanno messo da parte le preoccupazioni geografiche per concentrarsi sugli scenari economici. Il rinnovato pessimismo sulle prospettive di crescita statunitensi ha dunque pesato non solo sulle Borse, ma anche sui prezzi del greggio e di altre materie prime, spingendo il future sul Wti per consegna novembre, scaduto ieri a 87,56 dollari al barile (-1,2%) e il Brent dicembre a 83,27 dollari al barile (-0,6%). La correzione, tuttavia, non sembra rappresentare un cambiamento di rotta. Al contrario. Il dubbio più ricorrente tra gli analisti sembra ormai essere non tanto se ma quando il petrolio raggiungerà la soglia dei 100 dollari.