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S&P: sotto la lente gli effetti conflitto in Medioriente sugli aeroporti europei con rating

10 Marzo 2026 09:01

L’esposizione diretta al Medio Oriente è inferiore al 5% del totale dei passeggeri per la maggior parte degli aeroporti europei con rating, ad eccezione di Heathrow e di TAV, dove si colloca intorno al 7%-10%. Tuttavia, le attività retail potrebbero essere maggiormente colpite, poiché i passeggeri provenienti dal Medio Oriente tendono a spendere in aeroporto più della media. E’ quanto si apprende da un rapporto di S&P Global Ratings che approfondisce gli effetti del conflitto in Medio Oriente sugli aeroporti europei con rating.

“Se le attuali chiusure temporanee dello spazio aereo nella regione dovessero diventare più permanenti, aggiungendosi alle restrizioni già esistenti sullo spazio aereo russo e pakistano, le rotte da e verso l’Asia potrebbero ulteriormente allungarsi, con conseguente riduzione della domanda di passeggeri tra Europa e Asia – si legge nel report -. In questa fase, gli aeroporti europei con rating di S&P dispongono di una certa capacità di assorbire cali del traffico nel breve periodo, ma quelli più esposti ai flussi di traffico da e verso il Medio Oriente e alle oscillazioni dei ricavi non aeronautici potrebbero risentirne maggiormente”.
Da S&P aggiungono che “qualora il conflitto dovesse protrarsi, gli aeroporti potrebbero adottare misure per preservare i flussi di cassa e la flessibilità finanziaria. Ciò riguarda in particolare quelli impegnati in consistenti programmi di investimento o che stanno aumentando le distribuzioni agli azionisti”.