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Shell: taglio al personale era prevedibile, stentata ripresa del trasporto aereo impatterà ancora

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La notizia del taglio di posti di lavoro da parte di Shell (fino a 9mila dipendenti) era nell’aria. Secondo Adam Vettese, market analyst di eToro, i primi segnali di avvertimento si erano visti già ad aprile, quando il gruppo aveva tagliato il dividendo per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale. La pandemia ha aggravato una situazione già difficile per le grandi società del settore che si stavano confrontando con prezzi del petrolio costantemente bassi. “Uno dei problemi principali che si trovano ad affrontare adesso le compagnie petrolifere è quello relativo alla domanda, ancora molto bassa – prosegue l’esperto – Sebbene il traffico stradale sia aumentato rispetto a qualche mese fa, il trasporto aereo, un mercato chiave per le compagnie petrolifere, ancora stenta a riprendersi”. Attenzione dunque alle previsioni delle compagnie aeree, la cui mancata ripresa potrebbe rappresentare un rischio per le società petrolifere. “La maggior parte delle principali compagnie aeree prevede che ci vorranno almeno due o tre anni prima che il numero di passeggeri raggiunga i livelli pre-Covid-19 – conclude Vettese – Ciò produrrà un effetto a catena negativo sulla domanda di petrolio che, a sua volta, impatterà negativamente anche sulle compagnie petrolifere come Shell e BP”.