Settimana fondamentale: Quantitative easing Bce, Pil Cina e elezioni in Grecia
Quella iniziata oggi è una settimana punteggiata di appuntamenti importanti. Il principale è la riunione della Banca centrale europea, giovedì. Il Comitato direttivo è chiamato ad avviare le manovre di Quantitative easing, provvedimento tanto atteso e tanto invocato.
Le speculazioni su ciò che verrà deciso a Francoforte giovedì accompagneranno i mercati. "Quel che è certo - commenta Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK - è che qualsiasi decisione verrà presa non sarà, con tutta probabilità, unanime". L'opposizione della Germania e dei suoi alleati è un ostacolo rilevante. Inoltre, solo tre giorni dopo, si terranno le elezioni politiche in Grecia con il partito di sinistra Syriza ancora in testa nei sondaggi: "Il che esclude la possibilità che nel programma di acquisti di titoli di Stato vengano inclusi anche i governativi di Atene". Tuttavia non sarà solo l'Eurozona al centro dell'attenzione. "Venerdì scorso Wall Street ha chiuso al ribasso la terza settimana consecutiva mentre il Dax toccava i nuovi massimi storici".
Oltreoceano pesa l'attesa per il primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, tuttavia lo scenario macroeconomico globale non è brillante e il timore di un rafforzamento troppo deciso del dollaro potrebbe spingere a rimandare il ritocco. Ultimo appuntamento, in realtà il primo in ordine temporale, è quello con le rilevazioni sul Pil cinese nel quarto trimestre 2014. Le attese di consensus sono per una crescita del 7,2% rispetto all'ultimo trimestre del 2013, da 7,3% precedente. Dati particolarmente importanti "dopo che la Banca mondiale ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sull'economia globale e il contributo che la frenata dell'economia cinese ha dato al calo delle quotazioni del petrolio e del rame. Gli ultimi dati macroeconomici pubblicati nella Repubblica popolare - conclude Hewson - hanno dato segnali di stabilizzazione dopo le misure di stimolo adottate dalla People's Bank of China. Un dato sul prodotto interno lordo positivo potrebbe aiutare a stabilizzare il recente rimbalzo delle quotazioni del petrolio".
Le speculazioni su ciò che verrà deciso a Francoforte giovedì accompagneranno i mercati. "Quel che è certo - commenta Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK - è che qualsiasi decisione verrà presa non sarà, con tutta probabilità, unanime". L'opposizione della Germania e dei suoi alleati è un ostacolo rilevante. Inoltre, solo tre giorni dopo, si terranno le elezioni politiche in Grecia con il partito di sinistra Syriza ancora in testa nei sondaggi: "Il che esclude la possibilità che nel programma di acquisti di titoli di Stato vengano inclusi anche i governativi di Atene". Tuttavia non sarà solo l'Eurozona al centro dell'attenzione. "Venerdì scorso Wall Street ha chiuso al ribasso la terza settimana consecutiva mentre il Dax toccava i nuovi massimi storici".
Oltreoceano pesa l'attesa per il primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, tuttavia lo scenario macroeconomico globale non è brillante e il timore di un rafforzamento troppo deciso del dollaro potrebbe spingere a rimandare il ritocco. Ultimo appuntamento, in realtà il primo in ordine temporale, è quello con le rilevazioni sul Pil cinese nel quarto trimestre 2014. Le attese di consensus sono per una crescita del 7,2% rispetto all'ultimo trimestre del 2013, da 7,3% precedente. Dati particolarmente importanti "dopo che la Banca mondiale ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sull'economia globale e il contributo che la frenata dell'economia cinese ha dato al calo delle quotazioni del petrolio e del rame. Gli ultimi dati macroeconomici pubblicati nella Repubblica popolare - conclude Hewson - hanno dato segnali di stabilizzazione dopo le misure di stimolo adottate dalla People's Bank of China. Un dato sul prodotto interno lordo positivo potrebbe aiutare a stabilizzare il recente rimbalzo delle quotazioni del petrolio".