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Sentiment positivo in Asia, attesa per carrellata utili Usa. Borsa Tokyo +3%, bene petrolio

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L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione odierna in rialzo del 3,13% a 19.638,81 punti.

I dati migliori delle attese della bilancia commerciale della Cina fanno da assist alle borse asiatiche. Le borse di Hong Kong e di Shanghai salgono di un punto percentuale circa, e i futures sugli indici azionari Usa testano il massimo della sessione, con guadagni fin oltre +1,6%.

I futures sul Dow Jones, in particolare, balzano di 400 punti circa.

Questa settimana è partita ufficialmente la stagione degli utili Usa: i colossi JPMorgan Chase, Wells Fargo e Johnson & Johnson riporteranno i risultati del primo trimestre nella sessione odierna.

Gli analisti prevedono che la crescita degli utili delle società quotate sullo S&P 500 sia rallentata del 10,2% su base annua nel primo trimestre, stando a quanto previsto da
Refinitiv.

Ma a rafforzare il sentiment sono le ultime dichiarazioni arrivate dagli Usa, con il presidente americano Donald Trump che ha affermato che la crescita dei nuovi casi di coronavirus è rallentata negli States, segnalando una “chiara prova” del rallentamento dei casi COVID nel paese.

Tornando ai dati della bilancia commerciale della Cina, nel primo trimestre del 2020 indica le esportazioni sono scese dell’11,4% su base annua, mentre le importazioni hanno segnato un ribasso dello 0,7%.

Nel solo mese di marzo, la Cina ha riportato un surplus di 130 miliardi di yuan, in calo rispetto ai 158,5 miliardi di yuan stimati, con le esportazioni che sono scese del 3,5% su base annua, molto meglio del -12,8% stimato. Le importazioni sono salite del 2,4%, molto meglio del -7% atteso.

Focus sui prezzi del petrolio, dopo l’Opec +, alleanza tra i paesi dell’Opec guidati dall’Arabia Saudita e tra i paesi non Opec guidati dalla Russia, è riuscita a trovare un accordo per tagliare l’offerta, nei mesi di maggio e giugno, di 9,7 milioni di barili al giorno.

Si tratta di un taglio che corrisponde al 10% dell’output precedente all’esplosione della pandemia coronavirus. Gli Stati Uniti, che si confermano primo produttore al mondo di petrolio, taglieranno anch’essi l’offerta, così come altri paesi produttori, portando i tagli complessivi a 19,5 miliardi di barili al giorno.

E’ forte però il timore che tali tagli non siano sufficienti a superare l’eccesso di offerta a fronte di una domanda che, a causa del COVID-19, dovrebbe contrarsi di un terzo a livello globale.

I futures sul Brent sono comunque in recupero rispetto alla vigilia, salendo fino a +1,7% a $32,27 al barile, mentre i prezzi del petrolio crude WTI fanno +1,4%, a $22,73 al barile.