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La seduta dei listini europei si chiude in parità

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Scampato il pericolo-default, le borse europee chiudono in sostanziale parità. Approvato ieri sera, il “Continuing Appropriations Act” permette la riapertura delle attività governative fino al 15 gennaio e l’innalzamento del tetto del debito fino al 7 febbraio. Secondo i dati elaborati dall’agenzia Standard and Poor’s, i sedici giorni di congelamento delle attività federali sono costati alla prima economia 24 miliardi di dollari.

In questo contesto il Dax ha chiuso in rosso dello 0,38% a 8.811,98 punti e il Cac40 ha lasciato sul parterre lo 0,1% a 4.239,64. Nei pressi della parità anche il Ftse100 (+0,07% a 6.576,16) mentre l’Ibex è salito dello 0,39% a 9.918 punti.

La fine dello shutdown ha fatto ripartire la pubblicazione dei dati macro. L’indice settimanale relativo l’andamento delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione ha fatto registrare un calo da 373 a 358 mila unità (consenso 335 mila) mentre il Philly Fed, che misura l’attività manifatturiera del distretto di Philadelphia, a ottobre è sceso da 22,3 a 19,8 punti (consenso 15 punti).